CasaPound Italia risponde a SEL

Linda Zaratti

Nettuno, 21 febbraio – “Troviamo che sia assolutamente vergognoso quanto dichiarato da Francesca Tammone, coordinatrice del circolo SEL di Anzio, Nettuno e litorale sud, a proposito del corteo svoltosi a Nettuno lo scorso 8 febbraio per ricordare le migliaia di persone morte per mano dell’esercito del maresciallo Tito e gettate nelle foibe perché colpevoli solo di essere Italiane.”

“Abbiamo riscontrato nell’intervento della Tammone, che tanto si riempie la bocca con parole come libertà e democrazia, una serie di dichiarazioni negazioniste e indegne, ne riportiamo alcuni passaggi:

1. ‘Le Foibe e la tragedia storica del popolo ebraico stanno una all’altra come una goccia nel mare, non solo per i numeri ( sei milioni contro le circa 500 vittime infoibate).’

2. ‘Dall’altro lato c’era un regime (Tito, n.d.r.) che, avendo avuti riconosciuti (dagli accordi della guerra) territori, diritti, poteri, si trovava a combattere dentro il proprio territorio contro una frangia ex fascista, ex statalista ed antijugoslava.’

3. ‘Sulla drammatica vicenda della Foibe, sappiamo che la commissione bilaterale Italia-Slovenia ha accertato fino ad ora che le vittime furono poche migliaia, comunque, le dimensioni di una tragedia non dovrebbero essere misurate solo dal numero delle vittime, pur se è chiaro che le cifre sono sempre di forte impatto. Non esistono morti buoni e morti cattivi, non crediamo debbano esistere morti eroi e morti da dimenticare a seconda di chi li ha uccisi. Perché, per esempio, la stragrande maggioranza delle perdite italiane, nella seconda guerra mondiale, derivano dai bombardamenti angloamericani.’

4. ‘Questa tragedia, è un fatto che possiamo consegnare alla storia, al dolore dei cari, all’umana pietà non alle strumentalizzazioni.’

E’ un po’ fastidioso dover correggere una “professoressa” ma il suo increscioso intervento purtroppo ce lo impone. Nell’ordine:

1. Commemorare un eccidio non comporta mancare di rispetto agli altri, questo discorso a quel punto sarebbe valido anche a parti invertite: scriva lo stesso di quanti indossano il velo nero sul cuore nel giorno dedicato ad altre vittime mentre invece degli Italiani se ne dimenticano.

2. Il fatto che dei trattati abbiano assegnato delle terre da una nazione ad un’altra non autorizza la seconda a fare strage di esseri umani, specialmente a GUERRA FINITA (e lo era altrimenti non ci sarebbero stati i trattati di cui parla). Oltre ad ex fascisti, furono infoibati civili che con il fascismo non c’entravano nulla, studenti (legga la storia di Norma Cossetto, ad es.), contadini, artigiani, anche dei partigiani (vedi Tenente Stefano Petris, ad es.). Tutto ciò che avevano in comune era essere Italiani e non voler rinunciare alla propria Italianità. Si trattava di persone nate e cresciute in quelle terre, non di invasori sanguinari.

3. ‘Le vittime furono poche migliaia’ (ma non erano 500 come sostenuto al punto 1?), ‘ le dimensioni di una tragedia non dovrebbero essere misurate solo dal numero delle vittime’ (perchè lei lo fa invece?), ‘ Non esistono morti buoni e morti cattivi, non crediamo debbano esistere morti eroi e morti da dimenticare a seconda di chi li ha uccisi’ (perchè lei non li ha ricordati allora ma li usa solo per attaccare una parte poliica avversa invece di deporre una corona in loro onore?), ‘ la stragrande maggioranza delle perdite italiane, nella seconda guerra mondiale, derivano dai bombardamenti angloamericani’ (perchè non si è battuta contro le istituzioni locali che li hanno festeggiati come se avessero ucciso solo i “cattivi”?).

4. Questa tragedia non va consegnata alla storia o relegata solo all’interno del ‘dolore dei cari’ o ‘dell’umana pietà’, va invece alimentata la fiamma del ricordo, va rivissuta, va mantenuta accesa nelle scuole, nei luoghi in cui si fa cultura e nelle piazze. Perchè chi dimentica è complice.

In conclusione, vogliamo esprimere il nostro sdegno nei confronti di Francesca Tammone innanzitutto rivolgendoci alla sua veste di cittadina italiana, in secondo luogo vogliamo farlo nei suoi confronti in quanto coordinatrice di un gruppo politico che credevamo non professasse menefreghismo e superficialità verso vittime di guerra o, come in molti casi in questa vicenda, persone che a GUERRA FINITA furono rastrellate, torturate, violentate e uccise senza aver subito alcun processo, gettate nella pancia della terra vive o morte, vestite solo del fil di ferro che ne imprigionava le braccia dietro la schiena.

Non ci interessa sapere se verranno presi provvedimenti interni al suo partito per punire gli atteggiamenti da lei assunti consapevolmente con nome e cognome e da noi commentati, vogliamo tuttavia offrire a Francesca Tammone la possibilità di riflettere con sè stessa su quanto scritto.

Non pretendiamo alcuna scusa, a noi non ne deve, non cerchiamo repliche atte ad aprire un dibattito totalmente inutile.

Si rechi piuttosto davanti alla stele e chieda scusa ai morti deponendo una rosa in Piazza Martiri per la Pace.”

Questo è l’intervento integrale di Francesca Tammone sul giornale online “In Libera Uscita”:

http://www.inliberuscita.it/politica/comunicati-stampa/25186/sel-nettuno-sulleuropa-e-sulla-foibe/

Linda Zaratti, Responsabile di CasaPound Italia – Nettuno