Nettuno. La bella lettera-riflessione di Andrea Gravagnone “dalla parte sana del paese”

Il ragazzo che insieme al padre ed altri si è fermato a soccorrere un ragazzo di colore ferito a seguito di un tentativo di investimento

“Ore 00.50 circa.Un ragazzo ospite del centro di accoglienza di San Giacomo ha rischiato di essere preso in pieno da una macchina che per “ignote” ragioni ha tentato di colpirlo in pieno mentre era in bici su Via San Giacomo.
Il ragazzo fortunatamente ha capito in anticipo questa eventualità e ha deciso di buttarsi dalla bici in corsa pur di salvarsi. Cadendo si è infortunato procurandosi una ferita seria sulla gamba destra.
Sul posto (dopo decine di macchine senza fermarsi) sono intervenuti in soccorso della vittima dell’episodio, due ragazzi che, tentando invano di convincere il ragazzo a far chiamare l’ambulanza, hanno deciso di rispettare la scelta del ragazzo e prendendo materiale per primo soccorso, hanno deciso di aiutarlo per quanto possibile.
Passando con la macchina io e mio padre abbiamo deciso di fermarci per dare una mano nonostante ci fosse già qualcuno.
Ciò che mi ha spinto a voler far presente questo episodio, non è tanto l’accaduto di per sé (perché purtroppo non ci è nuovo e probabilmente accadrà di nuovo ad altre persone), ma è lo scenario sul quale si è sviluppata la vicenda.
In pochi minuti si sono rivelate le due facce della nostra nazione: la maggioranza degli italiani che a prescindere dal colore della pelle o dalla classe sociale, si mette in moto per aiutare il prossimo con quello che può,mossa da cultura, valori e ideali positivi per un Paese migliore e per un futuro migliore; dall’altra parte invece si è rivelata quella parte del Paese che ancora nel 2020, è da estirpare.
Due ragazzi da una macchina hanno gridato “UNO IN MENOOO” riferendosi al ragazzo di colore. Non vedo nulla di goliardico o di ironico in questo spregevole episodio.
Quello che vedo invece, è una parte pericolosa della “macchina” Italia (mossa da una pericolosa assenza di valori,ignoranza e stupidità) che deve essere rimossa, sostituendola con una parte nuova ,una parte sana. Un Paese che,non considera tutte le vite umane delle vite preziose e allo stesso livello(a maggior ragione per il colore della pelle), è un Paese destinato a morire, un Paese destinato a non avere futuro.
Ho 18 anni, ho ancora tanto da imparare ma so che voglio trascorrere la mia vita nella nazione che amo e non lascerò che venga distrutta da un branco di ignoranti. Posso dire che, vedendo dei ragazzi come tutti, aiutare le persone in quel modo, mi dà molta speranza e fiducia.
La speranza di un’Italia che può migliorare grazie a persone buone (che sono la maggioranza e che incarnano i valori su cui si è costruita la Repubblica Italiana) e la speranza che mi spinge alla lotta, lotta che non consentirà di lasciare l’Italia in mano a persone pericolose e senza scrupoli , mosse dai propri sporchi interessi.
Tutti nasciamo essere umani, è il corso degli anni a fare la differenza. Voi, genitori o futuri genitori, cittadini o futuri cittadini, in quale Italia volete vivere? Io lo so”.🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹