“Il Direttivo del Patto per Nettuno prende atto dell’uscita del consigliere Gianfranco Rabini dal gruppo consiliare e ne chiede le dimissioni. Auspichiamo che il Consigliere Rabini lasci il suo posto in Consiglio ad un nostro giovane candidato.
L’uscita di un consigliere comunale dal proprio gruppo politico non può essere considerata un fatto personale. Essa altera il quadro politico complessivo ed è quindi legittimo e doveroso interrogarsi sulla coerenza di tale scelta rispetto al mandato ricevuto dagli elettori. Il comunicato con cui il consigliere Gianfranco Rabini ha motivato la propria decisione non rispecchia i valori, la visione e il percorso politico che il Patto ha costruito in questi anni con impegno, sacrificio e spirito di servizio. Non si può essere eletti con un progetto e poi rimanere a fare i consiglieri a titolo personale!
Il consenso elettorale raccolto dai singoli candidati del Patto – è giusto il caso di ricordarlo – è determinato non solo dal personale apprezzamento ricevuto ma anche dal progetto politico condiviso e da esso trae legittimazione. È evidente che, in contesti politici differenti e con altre forze partitiche, tali risultati elettorali non sarebbero stati gli stessi. Alla luce di tutte queste considerazioni, il Patto per Nettuno ritiene che l’atto politicamente più coerente, responsabile e rispettoso che Rabini dovrebbe adottare nei confronti della comunità nettunese sia la remissione del mandato consiliare. Lasci spazio a un nostro giovane candidato – il primo dei non eletti – che continua a condividere pienamente i principi e gli obiettivi del Patto.
Inoltre, ci sembra doveroso segnalare come, la scelta di uscire dal Patto da parte del Consigliere Rabini, sia maturata immediatamente dopo la presentazione di un’interpellanza consiliare volta a richiedere chiarimenti sulle spese sostenute per le iniziative natalizie e sui rapporti tra associazioni e Comune. Con detta interpellanza, il Patto per Nettuno ha scelto di adempiere al proprio ruolo istituzionale di controllo senza alcun condizionamento, dimostrando di essere una forza politica libera, autonoma e fedele al mandato ricevuto dai cittadini. Con questa iniziativa non intendiamo fare opposizione pregiudiziale né mettere alla gogna nessuna associazione, di cui, anzi, riconosciamo il valore e l’impegno. L’interpellanza è tesa a comprendere per quale ragione il Comune preferisca procedere ad affidamenti diretti piuttosto che prediligere meccanismi che assicurino maggiore concorrenza e trasparenza. Si tratta di risorse pubbliche (più specificatamente 90mila euro) rispetto alle quali riteniamo di dover fare chiarezza, senza accusare nessuno ma senza proteggere nessuno. Rabini continua a dire che è tutto legittimo, ma la domanda è un’altra e gliela evidenziamo: è politicamente opportuno in una città sciolta per mafia fare affidamenti diretti per somme significative?
Da ultimo, giova ricordare al Consigliere Rabini che il Patto ha privilegiato, sin dalla sua nascita, il dialogo politico, la responsabilità collettiva e il coinvolgimento attivo dei suoi componenti mentre negli ultimi tempi il Cons. Rabini si è più volte sottratto al confronto interno e alla partecipazione. L’accusa che oggi rivolge alla Presidenza di “gestione illegittima” pare davvero inconsistente e pretestuosa. Una associazione politica – che non gestisce soldi – non può giudicarsi per i verbali o per i requisiti di forma delle convocazioni. Anche su questo Rabini sembra farsi scudo dietro i requisiti formali, disconoscendo il valore politico e democratico del dibattitto interno.
Altra grave caduta di stile che rimandiamo al mittente è l’accusa di incoerenza per aver accolto nelle nostre liste l’ex sindaco Carlo Conte, cui va tutta la nostra stima. Sul punto appare opportuno ricordare che lo stesso consigliere Rabini ha partecipato in modo pieno e diretto alla definizione delle liste elettorali e alle scelte politiche che oggi contesta, ricoprendo in quella fase un ruolo attivo e rilevante all’interno del Patto per Nettuno. Tali scelte, pertanto, non possono essere oggi rappresentate come estranee o imposte ma sono il risultato di un percorso politico condiviso, collegiale e consapevole.
Il Patto per Nettuno esprime massima fiducia nel capogruppo Taurelli e continuerà con determinazione il proprio impegno per la città, fedele ai valori fondativi che ne hanno ispirato la nascita: trasparenza, coerenza, partecipazione e rinnovamento della vita politica locale oltre che, questo è il punto che più di tutti ci preme ribadire, indipendenza e terzietà da qualsivoglia interesse personale.
Speriamo che il Consigliere Rabini, visto che è stato eletto anche grazie ai voti di un gruppo nel quale non si riconosce più, ammetta di aver sbagliato casa politica e, per coerenza, si dimetta”.
Marina Aimati, Presidente
Federica Chiaro, Vice Presidente
Ilaria Rosati, Segretario





