Domandare è lecito, rispondere è cortesia.
In data 5 gennaio 2026, il territorio del Comune di Anzio è stato interessato da una significativa ondata di maltempo, caratterizzata da venti molto forti e condizioni atmosferiche avverse. La situazione ha richiesto l’attivazione di misure straordinarie di protezione civile per garantire la sicurezza della popolazione e la tutela del patrimonio pubblico.
La Protezione Civile regionale ha emesso un’allerta arancione valida dal pomeriggio del 5 gennaio e per le successive 24–36 ore. L’allerta ha riguardato: raffiche di vento di forte intensità, rischio di caduta alberi e rami, mare molto agitato, possibili fenomeni localizzati di natura vorticosa.
È stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per: monitorare l’evoluzione dell’evento meteo, coordinare eventuali interventi di emergenza, mantenere il collegamento con Protezione Civile, Polizia Locale e Uffici Tecnici.
Ed è proprio a chi aveva delega di Protezione Civile (Polizia Locale di Anzio) che vorrei porre dei quesiti, che oltre al vostro umile cronista, molti altri si sono posti in questi giorni dopo aver letto i resoconti, anche video, apparsi su diverse testate giornalistiche locali.
Come mai (così sembrerebbe da foto e video diffusi in), l’unica Organizzazione di P.C. vista in campo è stata quella del Gruppo comunale di Anzio? Per quale motivo le altre presenti sul territorio erano assenti? Perché non hanno avuto l’attivazione? Per la precisione quelle a cui non è mai stato concesso l’onore di stipulare la benché minima Convenzione con il Comune, dotate delle capacità operative e dei mezzi (leggasi pompe idrovore) nel campo dell’emergenza idro-geologica, che si sono messe comunque a disposizione a titolo gratuito attraverso il monitoraggio del territorio nei giorni dell’emergenza meteo. E soprattutto, come si giustifica l’assenza dell’unica Organizzazione che ha in corso una Convenzione onerosa col Comune di Anzio?
Eduardo Saturno




