Il nuovo ISEE, a parte le speculazioni della politica, sarà applicato solo a cinque specifiche prestazioni sociali e non a tutti gli utilizzi per il quale viene richiesto normalmente l’indicatore della situazione economica.
L’INPS, visto che la novità non è stata ancora inserita nei programmi di calcolo, provvederà a integrare le attestazioni ISEE 2026 già rilasciate da inizio anno, comunicando agli interessati, in un secondo momento, il nuovo valore per le cinque specifiche prestazioni sociali. Questa integrazione quindi dovrebbe avvenire in automatico, senza necessità di presentazione da parte dei cittadini interessati di una nuova Dsu.
Le modalità operative, le tempistiche di integrazione e gli effetti sulle prestazioni collegate finora restano avvolte nel mistero e saranno oggetto di una successiva e specifica comunicazione, direttamente agli interessati, da parte dell’INPS, in quanto al momento, nonostante la riforna sia attiva, non è possibile fare l’ISEE con i muovi parametri.
Com’è noto la maggior parte delle pratiche di rinnovo dell’ISEE viene elaborata nei primi mesi dell’anno per garantire la continuità delle prestazioni, eppure nonostante questo dato sia noto a tutti, solamente in seguito l’INPS sarà in grado di rilasciare le nuove attestazioni ISEE aggiornate, creando non poca confusione agli utenti, ai CAF e alle amministrazioni che devono ricevere l’ISEE per concedere le prestazioni. E ovviamente, come sempre, chi ci rimetterà da tutto questo caos saranno le famiglie più fragili.
Ma quali sono effettivamente le novità introdotte? Il nuovo ISEE, come già detto, avrà valore solo per cinque specifiche prestazioni sociali, ovvero l’assegno di inclusione (Adi), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl), l’assegno unico e universale (Auu), il bonus asilo nido e il bonus nuovi nati.
Per tutte le altre prestazioni sociali agevolate, nazionali o locali, continuerà invece ad applicarsi l’ISEE ordinario, calcolato come l’anno scorso.
Le nuove modalità di calcolo, per le 5 fattispecie sopra elencate prevedono che: la franchigia relativa alla casa di abitazione passi da 51.500 a 91.500 euro (valore ai fini Imu), fatta eccezione per i nuclei familiari la cui casa è ubicata nel Comune capoluogo di una delle Città metropolitane per i quali la franchigia sale ulteriormente a 120.000 euro; inoltre la franchigia viene incrementata di 2.500 euro per ogni ulteriore figlio convivente, dal secondo figlio in poi; infine vengono minimamente ridefinite le maggiorazioni della scala di equivalenza in base al numero di figli.
Ma cosa succederà effettivamente durante questa fase transitoria? In attesa dei nuovi modelli ISEE, chi in questi giorni presenta una domanda per Adi, Sfl, bonus nido o bonus nuovi nati lo deve fare con riferimento all’ISEE 2026 non ancora aggiornato e quindi potrebbe accadere che la prestazione richiesta venga negata.
Insomma un gran pasticcio all’italiana, nonostante l’INPS assicuri che le domande, anche se presentate prima di conoscere il nuovo valore dell’ISEE, verranno temporaneamente sospese e una volta completate le attività di aggiornamento, l’istituto procederà al ricalcolo e alla lavorazione.
In pratica un meccanismo talmente farraginoso che la possibilità che si intoppi è praticamente certa.
Per quanto riguarda invece l’assegno unico non ci dovrebbero essere problemi, anche se il condizionale resta d’obbligo, perché la cifra che si riceverà nel 2026 scatterà dal mese di marzo e per allora si spera che tutto sia stato risolto.
In sostanza, nonostante le solite dichiarazioni trionfalistiche del governo, quella che doveva essere una rivoluzione copernicana dell’ISEE non è avvenuta. Infatti per tutte le altre richieste, che peraltro sono la maggior parte, come il calcolo delle fasce universitarie, gli sconti sulla Tari, sulla mensa e sull’acqua, le quote di compartecipazione per le RSA per gli anziani non autosufficienti, i bonus e i rimborsi per i disabili gravissimi, e per tutto il resto, nulla è cambiato. Come se per queste famiglie la casa di proprietà seguitasse a fare reddito e in caso di necessità si potessero addentare i mattoni.
In pratica la montagna ha partorito il topolino.
Roberto Alicandri




