
“Ringrazio tutte le Autorità politiche e militari e i cittadini presenti in questa piazza, a partire dal Ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani che ha accolto il nostro invito a partecipare ad una cerimonia che rievoca un evento storico che sentiamo vicino e profondamente nostro.
Oggi siamo qui, tutti insieme, per ricordare con gratitudine un.momento che ha cambiato per sempre il destino della nostra città e dell’Italia intera, un atto di guerra che ha portato ad una faticosa ma duratura Pace. Una Pace che oggi dobbiamo impegnarci a conservare,
in un contesto mondiale sempre più teso.
Il 22 gennaio è una data impressa nella memoria di ogni cittadino di Nettuno. Sulla stele alle mie spalle ci sono impressi i nomi e i cognomi
di chi ha combattuto ed è caduto, in ogni famiglia di Nettuno c’è un nonno, uno zio, un cugino, un fratello, un amico caduto, che ancora oggi non si può né si deve dimenticare.
Le operazioni dello Sbarco Alleato per liberare Roma e l’Italia dall’oppressione nazifascista sono state strategiche ed hanno regalato a Nettuno un posto di primo Piano nella storia recente e questo comporta ancora oggi una responsabilità per tutti noi. Il dovere della
memoria.
Lo Sbarco è stato un evento, che ha condotto alla battaglia essenziale per conquistare la libertà e a farci scegliere la democrazia. Un evento.che è costato tantissimo alla popolazione di Nettuno in termini di sofferenza. Una sofferenza riconosciuta dalla Presidenza della
Repubblica che ha conferito alla nostra città la Medaglia d’oro al Merito civile. Questa medaglia che ci onora, ci permette di prendere
posizione in modo chiaro e consapevole su cosa vuol dire guerra. Per questo come Paese, come popolazione e come cittadini di Nettuno ci
schieriamo contro ogni conflitto e vogliamo essere portatori di confronto, dialogo e Pace.
Oggi, proprio in virtù della memoria per la nostra storia, voglio rivolgere un pensiero a tutti coloro che stanno soffrendo, in tutto il
Mondo, a causa di conflitti terribili. Il mondo e l’Italia stanno affrontando nuove sfide, ci sono guerre economiche, conflitti culturali,
e quelli più drammatici che portano alla fame e alla morte di bambini e civili. E’ chiaro che oggi nel Mondo stiano prevalendo motivi di
divisione e scontro, e sembra che si stia dimenticando dove porta questo percorso. Non si sta facendo abbastanza per costruire un
percorso di pace duratura e convivenza civile. La Pace, lo ripeto qui oggi e lo sosterrò sempre, è un percorso che deve partire ogni giorno
da ognuno di noi, con una cultura diffusa fatta di educazione, rispetto reciproco, integrazione, accoglienza e inclusione.
E allora il nostro compito, con queste cerimonie, e in tutti i contesti di condivisione della nostra storia, oltre a quello di onorare il debito di
gratitudine per chi ha combattuto per noi e con noi, è quello di ricordare ai giovani, la nostra storia fatta di guerra e sofferenza,
chiedendo loro di fare della Pace e del rispetto reciproco uno stile di.vita. Abbiamo il dovere di riuscire nell’impresa di far comprendere ai
nostri figli e a chiunque nel mondo quanto sia importante vivere in una.cultura di Pace, perché il sacrificio patito dai cittadini di Nettuno,
dall’Italia tutta e dai nostri Alleati 82 anni fa sulle nostre coste non può essere stato vano”.




