Mercoledi 21 gennaio un raid israeliano ha colpito un’automobile nella zona centrale della Striscia di Gaza causando la morte di cinque persone, tra cui tre giornalisti palestinesi.I tre stavano realizzando riprese di un accampamento allestito dall’Egyptian Relief Committee nella zona di al-Zahra, nel centro della Striscia. È solo l’ultimo episodio registrato nella martoriata terra di Palestina.
In Palestina si continua a morire a causa degli attacchi dell’esercito israeliano, con un bilancio delle vittime che aumenta quotidianamente sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania. Gli attacchi militari continuano a provocare morti e feriti tra la popolazione civile.
Secondo i dati aggiornati a gennaio 2026:
Bilancio complessivo: Il numero totale di morti palestinesi a Gaza dall’ottobre 2023 ha superato le 71.000 persone, secondo il Ministero della Sanità palestinese e le stime delle Nazioni Unite. Ma potrebbero essere molti di più.
Anche in tempi recenti, si registrano decine di vittime ogni giorno. Ad esempio, a gennaio 2026, l’ospedale Al-Quds ha ricevuto oltre 140 corpi in 24 ore a seguito dei raid dell’esercito israeliano.
Popolazione colpita: Le vittime includono un numero significativo di bambini e donne. A novembre 2025, uno studio stimava che il 27% delle vittime totali fossero bambini sotto i 15 anni. Oltre alla violenza diretta, le persone muoiono a causa delle conseguenze indirette del conflitto, come la fame e la mancanza di servizi sanitari adeguati.
Anche in Cisgiordania si registrano morti e feriti. Tra ottobre 2023 e dicembre 2025, sono stati uccisi oltre 1.000 palestinesi.
La situazione umanitaria rimane estremamente critica, con infrastrutture sanitarie al collasso e difficoltà nell’accesso agli aiuti essenziali, come evidenziato dagli aggiornamenti di organizzazioni come UNICEF Italia ed Emergency.
Aumento della violenza nel 2025: I dati indicano un aumento del 25-27% degli attacchi “nazionalistici” dei coloni nel 2025 rispetto al 2024, con episodi che avvengono quasi quotidianamente. Secondo alcune stime, si sono verificati oltre 1.800 attacchi nel 2025, con una media di circa cinque al giorno.
Impunità e impatto sui Palestinesi: Molti coloni agiscono con impunità, sotto gli occhi dell’Idf, portando alla distruzione di proprietà, uliveti e alla forzata evacuazione di intere comunità palestinesi rurali. L’ottobre 2025 ha registrato il bilancio mensile più alto di attacchi degli ultimi vent’anni, spesso concentrato durante la stagione della raccolta delle olive.
Escalation e insediamenti: Oltre 750.000 coloni israeliani vivono in centinaia di insediamenti illegali (secondo il diritto internazionale) in Cisgiordania ed Est Gerusalemme. La violenza è spesso mirata a espandere questi insediamenti e a forzare i palestinesi a lasciare le loro terre.
Il Board of “peace” di Trump, il nuovo organismo fondato ieri a Davos da Trump. A cui hanno aderito autocrati e dittatori amici del presidente USA. Il consiglio? un “board di boia e dittatori” – come lo ha definito il deputato Angelo Bonelli- accusandolo di speculare sulla ricostruzione di Gaza piuttosto che promuovere una pace genuina basata sul diritto internazionale. Emblematico di quello che può accadere con un progetto calato dall’alto e spartito a tavolino da affaristi senza scrupoli e immobiliaristi che nella Striscia non hanno mai messo piede e decideranno loro – senza alcuna legittimità – per il futuro dei gazawi.




