Il pugno duro del Viminale contro gli ultrà violenti prosegue. Dopo i supporter di Roma e Fiorentina, stavolta a farne le spese sono i tifosi di Lazio e Napoli: anche per loro è arrivato il divieto di assistere alle partite in trasferta fino alla fine della stagione calcistica. A disporre lo stop è stato il Ministro dell’Interno Piantedosi, stavolta dopo gli scontri in autostrada A1 avvenuti domenica scorsa tra gli ultrà delle due squadre. Il divieto non si applicherà al derby Roma-Lazio ancora da calendarizzare ma al momento in programma per il 17 maggio prossimo, visto che non ci saranno movimenti esterni di tifoserie al di fuori della propria città.
Gli episodi violenti si erano verificati nella mattinata di domenica nel tratto fra Ceprano e Frosinone, quando gli ultrà biancocelesti – di ritorno dalla trasferta a Lecce – erano entrati in contatto con quelli del Napoli, diretti a Torino per la partita contro la Juventus. A fronteggiarsi sono state decine di soggetti con il volto coperto e armati di bastoni, che hanno provocato il blocco dell’autostrada per alcuni minuti. All’arrivo delle pattuglie della polizia stradale gli ultrà erano già risaliti nelle auto e nei minivan dileguandosi. Ma poco dopo ottanta laziali erano stati intercettati e identificati dagli agenti alle porte di Roma: alla vista delle forze dell’ordine avevano gettato lungo il ciglio della strada bastoni e coltelli da cucina, poi sequestrati. Ed oltre 300 tifosi napoletani erano stati in serata identificati al loro arrivo a Torino.
Lo stesso provvedimento era stato preso la settimana scorsa dal Viminale nei confronti dei supporter viola e giallorossi, a seguito degli scontri – sempre sulla A1.
Quello dei divieti delle trasferte, nel nostro Paese, è un tema sempre molto caldo, specialmente negli ultimi mesi. Addirittura ora gli episodi violenti avvengono in contesti diversi, lontani centinaia di chilometri dagli stadi. Il problema di ordine pubblico causato da singoli individui o gruppi organizzati, viene affrontato con la scure, mentre dovrebbe colpire chi commette i reati. In questo caso viene colpito l’intero tifo, anche quelle persone appassionate di sport che seguono in modo tranquillo la squadra del cuore. Anche per i calciatori in trasferta non è proprio il massimo affrontare la competizione tra i cori dei soli tifosi della squadra avversaria. Ma al momento il Viminale non ha trovato soluzioni diverse per affrontare e arginare i tifi violento.




