Mattinata di forti disagi agli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, dove diverse pazienti in lista per interventi chirurgici nel reparto di ginecologia si sono viste annullare le operazioni all’ultimo momento. Alla base della decisione, l’assenza del medico di una cooperativa incaricata di coprire il turno e l’impossibilità di trovare un sostituto, situazione ulteriormente aggravata dall’infortunio del primario del reparto.
Una notizia che ha colto di sorpresa e lasciato amareggiate le pazienti, molte delle quali avevano atteso settimane.
Ma quella della ginecologia non è l’unica criticità. Il reparto di rianimazione, annunciato nei mesi scorsi come prossimo all’apertura a cui doveva partecipare il direttore generale della Asl Roma6 Gianni Profico e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca è ancora chiuso.
L’apertura nei fatti, non si è mai concretizzata: il reparto risulta ancora chiuso da oltre un anno.
Secondo quanto emerso, nonostante ci sarebbe stata l’intenzione di inaugurarla il reparto non aveva nemmeno le porte. Ma non solo appena due settimane fa si sarebbero verificate infiltrazioni d’acqua dal soffitto: pioggia nella rianimazione.
Una situazione che solleva interrogativi pesanti sull’effettivo avanzamento dei progetti presentati come pronti all’attivazione. Nel frattempo, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i cittadini, costretti a fare i conti con rinvii, reparti chiusi e servizi che restano solo sulla carta.




