“Durante l’ultimo Consiglio comunale, la Lista Turano per Anzio ha chiesto chiarimenti sulla delibera di Giunta n. 15/2026, con cui l’amministrazione Lo Fazio destina circa 200.000 euro di fondi regionali alla protezione di alcuni immobili privati ad uso commerciale, a ridosso della spiaggia.
Una decisione che non è solo discutibile: è politicamente grave.
La Regione Lazio, nel 2023, attraverso uno studio scientifico del Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre, ha individuato con precisione le priorità per la difesa della costa di Anzio:
- il ripascimento del Lido di Cincinnato;
- la ricarica delle scogliere esistenti nel tratto di Capo d’Anzio.
Su questa base, nel dicembre 2025, la Regione ha pubblicato un bando per interventi urgenti di difesa del litorale, chiarendo che i finanziamenti dovevano rispondere a criteri oggettivi: vulnerabilità del tratto costiero, rilevanza ambientale, turistica ed economica, tutela dell’incolumità pubblica.
Eppure, la Giunta Lo Fazio ha deciso di stravolgere completamente lo spirito e la finalità del finanziamento, ignorando tratti pubblici di enorme valore storico e ambientale — come la Villa Imperiale e l’Arco Muto — per concentrare risorse pubbliche sulla protezione di edifici privati sotto Via Ardeatina.
Un atto che lancia un messaggio pericoloso e inaccettabile:
se costruisci sulla falesia, poi paga il Comune.
Ma non è solo una questione politica. È anche una scelta tecnicamente sbagliata e amministrativamente opaca:
- parte della scogliera sembrerebbe ricadere su aree private;
- il tratto interessato non è classificato come area a massimo rischio idrogeologico (R4);
- l’intervento comprometterà definitivamente il transito sulla battigia, negando la libera fruizione dell’arenile;
- si interviene su muri a scarpa e non su una vera falesia, rendendo più complessa qualsiasi futura manutenzione.
Di fronte a queste contestazioni puntuali, il Sindaco ha scelto di non rispondere nel merito, rifugiandosi in vaghi richiami a futuri interventi regionali e sostenendo, in modo del tutto arbitrario, che per lui il confine del demanio coinciderebbe con la falesia.
Una posizione che non chiarisce nulla e che, anzi, conferma una visione pericolosa della gestione del territorio.
Questa amministrazione ha fatto una scelta chiara:
prima gli interessi privati, poi — forse — l’interesse pubblico.
Prima la difesa di pochi, poi la tutela del patrimonio storico, ambientale e collettivo della città.
Noi continuiamo a stare dall’altra parte:
dalla parte del bene pubblico, della costa come patrimonio di tutti e di una città che merita scelte giuste, trasparenti e coraggiose”.
Così in una nota la lista Turano.




