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Mutui pilotati, la Guardia di Finanza sventa una truffa nella Capitale da 3 milioni di euro

Operazione anti-riciclaggio: la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma sventa una truffa nella Capitale da 3 milioni di euro ottenuta con mutui pilotati e finti investimenti turistici. Sotto sequestro una struttura alberghiera in Toscana e beni riconducibili a soggetti già colpiti da maxi-confische. Quattro soggetti sono indagati, a vario titolo, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, trasferimento fraudolento di valori e formazione fittizia del capitale.

“Il filone d’indagine dei finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ha preso avvio dallo sviluppo investigativo di una segnalazione di operazione sospetta. L’analisi dei flussi finanziari e i successivi approfondimenti bancari, societari e patrimoniali, eseguiti dagli specialisti della Sezione Misure di Prevenzione del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno consentito di ricostruire un’articolata operazione finalizzata all’indebito ottenimento di un mutuo superiore a 3 milioni di euro, assistito da garanzia pubblica ai sensi della legge n. 662 del 1996.

Gli accertamenti, svolti sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, si sono inseriti in un contesto di particolare rilievo sotto il profilo patrimoniale: il principale indagato e un suo familiare sono stati già destinatari, in quanto soggetti dediti alla commissione di traffici illeciti, di un provvedimento di confisca di prevenzione per un valore complessivo superiore a 180 milioni di euro, eseguito nel 2023 dalla Guardia di Finanza di Roma.

La ricostruzione degli assetti proprietari e delle effettive disponibilità economiche ha permesso di concentrare l’attenzione su una società operante nel settore turistico-alberghiero che, secondo quanto emerso dalle investigazioni, è stata costituita e fittiziamente intestata a terzi per schermarne la reale riconducibilità ed eludere l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali.

Attraverso tale compagine societaria, nel giugno 2024, è stato indebitamente ottenuto il finanziamento, successivamente impiegato per acquistare un immobile di pregio situato a Roma e uno storico relais in Toscana.

Le risultanze investigative hanno evidenziato che l’accesso al credito e alla correlata garanzia pubblica è stato conseguito mediante la rappresentazione di informazioni non veritiere sia all’ente pubblico preposto al rilascio della garanzia sia all’istituto di credito erogante. Le false informazioni hanno riguardato, da un lato, l’effettiva inerenza degli investimenti all’attività d’impresa, atteso che l’immobile romano è stato destinato al godimento personale di uno degli indagati; dall’altro, la reale consistenza economico-patrimoniale della società richiedente, il cui capitale sociale è stato incrementato fittiziamente proprio per integrare uno dei requisiti necessari all’erogazione del mutuo.

Sulla base degli elementi acquisiti, sono stati disposti dal Tribunale di Roma due provvedimenti di sequestro preventivo per circa 3 milioni di euro, importo corrispondente al profitto illecito conseguito dalle persone sottoposte ad indagini: il primo provvedimento, per un valore di 1,3 milioni di euro, è stato eseguito nell’aprile dello scorso anno, mentre il secondo sequestro è in corso di esecuzione a cura dei finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria sottoponendo a vincolo cautelativo la struttura alberghiera toscana, oltre alle disponibilità finanziarie degli indagati, per un valore complessivo di 1,7 milioni di euro.

Gli approfondimenti hanno riguardato complessivamente quattro soggetti, indagati, a vario titolo, in relazione ai reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche, trasferimento fraudolento di valori e formazione fittizia del capitale.

L’indagine testimonia il contributo qualificato della Guardia di Finanza nell’ambito del più ampio sistema nazionale di prevenzione e contrasto del riciclaggio dei capitali illeciti. In tale contesto, la valorizzazione delle segnalazioni di operazioni sospette, quali qualificati input investigativi, e l’integrazione dell’analisi finanziaria con gli accertamenti bancari, societari e patrimoniali consentono al Corpo, nella sua funzione di polizia economico-finanziaria, di seguire le tracce delle movimentazioni dei capitali, individuarne gli effettivi centri di interesse e intercettare condotte dirette a schermare patrimoni con l’obiettivo, tra l’altro, di accedere indebitamente a risorse assistite da garanzia pubblica.

In tale azione specialistica e capillare, il Corpo opera a tutela dell’integrità dei mercati, della trasparenza dei rapporti economici e del corretto impiego delle risorse pubbliche”.

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