HomeAttualitàNettuno, il Comitato dei mille torna sulla vicenda degli accessi al mare

Nettuno, il Comitato dei mille torna sulla vicenda degli accessi al mare

Massari: “Il silenzio non è mai un dettaglio: quando esiste un obbligo di provvedere, è la manifestazione concreta dell’inerzia amministrativa.”

Il Comitato dei Mille e Dialogo richiama la cittadinanza alla corretta lettura della vicenda degli accessi al mare, che riguarda la legalità del demanio, la sicurezza dei varchi e il diritto della collettività a fruire dell’arenile. In questo contesto, desta sorpresa il comunicato diffuso dal Comune di Nettuno: un testo privo di firma, attribuito genericamente “all’Amministrazione comunale”, senza indicare se a sottoscriverlo siano stati organi politici o uffici amministrativi.

La mancanza di un firmatario non è un dettaglio formale: incide sulla tracciabilità, sulla responsabilità istituzionale e sulla credibilità dell’atto. Ogni comunicazione pubblica deve essere riconducibile a un soggetto preciso, nel rispetto dei principi di legalità e trasparenza.

Non potendo dunque replicare ad affermazioni generiche provenienti da una generalità imprecisata di soggetti, il Comitato si limita a chiarire il punto centrale delle controdeduzioni avanzate dall’indefinita “amministrazione comunale”, richiamando le osservazioni dell’esperto amministrativista Simone Massari, il quale precisa: “Quando la legge impone di decidere, il silenzio è già una decisione: quella di non esercitare il potere.” Il silenzio amministrativo non è un elemento neutro quando sull’Ente grava un obbligo di provvedere: esso rappresenta la modalità attraverso cui l’inerzia si manifesta e produce effetti giuridici concreti e misurabili.

L’Amministrazione che tace non sospende il tempo, ma lo colma di conseguenze: il silenzio, che sconfina i tempi procedimentali, incide sull’equilibrio tra potere pubblico e diritti dei cittadini, compromette la certezza delle situazioni giuridiche e dei tempi di svolgimento dell’istruttoria e, quando riguarda beni demaniali, incide sull’interesse pubblico, trasformando l’omissione in una lesione del diritto.

Massari chiarisce che il silenzio non costituisce un epilogo, ma la fase interna del procedimento in cui l’Ente, pur gravato dall’obbligo di esercitare il proprio potere, omette di attivare l’istruttoria, di adottare gli atti dovuti e di rispondere alle istanze. L’inerzia si configura già nel mancato avvio del procedimento; il silenzio è il momento in cui tale omissione diventa percepibile, misurabile e contestabile. In questa prospettiva, il silenzio non è un vuoto, ma la forma attraverso cui l’inerzia si manifesta, assumendo rilievo giuridico e responsabilità istituzionale.

Restano tuttora inevase le richieste formulate da Codacons e dal Comitato dei Mille e Dialogo in ordine alle responsabilità dell’Amministrazione comunale nella gestione del demanio marittimo, con particolare riferimento al quadro normativo che disciplina la materia. In tale ambito assumono rilievo gli artt. 54, 55 e 1161 del Codice della Navigazione, gli artt. 5 e 22 del relativo Regolamento di esecuzione, nonché le disposizioni degli artt. 822–825 del Codice civile e dell’art. 42 della Costituzione, che definiscono la natura dei beni demaniali, i limiti imposti dalla legge alla proprietà privata e i correlati obblighi di tutela gravanti sull’Ente pubblico.

Quando “l’amministrazione comunale” riterrà di fornire risposte puntuali e circostanziate nel merito delle richieste avanzate, il Comitato confermerà la propria disponibilità a un confronto istituzionale fondato su responsabilità chiaramente individuate e su atti verificabili, nella convinzione che la tutela dell’interesse pubblico debba prevalere su qualsiasi logica di contrapposizione.

In mancanza di riscontri adeguati, l’appuntamento resta fissato al 4 settembre, nelle sedi giudiziarie competenti.

Piero Tirocchi Legale rappresentante Comitato dei Mille e Dialogo

 

 

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