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Siamo con Report e la sua libertà di critica

Da mesi assistiamo a un attacco politico e mediatico sempre più insistente contro Report, la trasmissione di inchiesta più importante e riconoscibile del servizio pubblico italiano.

È arrivato il momento di dire con chiarezza: SIAMO CON REPORT E LA SUA LIBERTÀ DI CRITICA

Report può essere criticato. Può essere smentito. Ogni suo servizio può e deve essere sottoposto al controllo dei fatti e, quando necessario, corretto. Ma una cosa è il diritto alla critica, altra cosa è la delegittimazione sistematica di una trasmissione perché le sue inchieste disturbano il potere.

C’è un dato che merita di essere ricordato.

Nel corso della sua storia, Report ha ricevuto centinaia di querele, cause e richieste di risarcimento. Sigfrido Ranucci ha dichiarato nel 2026 di aver affrontato personalmente oltre 200 querele nella sua esperienza a Report, senza aver perso una causa.

E il numero complessivo delle querele ricevute dai giornalisti della redazione è ancora più alto, senza che queste abbiano mai portato a una sconfitta giudiziaria della RAI. Un dato che testimonia quanto le inchieste di Report siano fondate su fatti verificati e verificabili.

Non stiamo parlando di un programma che non sia mai stato sottoposto al vaglio di chi contesta le sue inchieste.
Al contrario: Report è da decenni sottoposto a un livello di scrutinio giudiziario straordinariamente intenso.

E questo dovrebbe ricordarci una cosa fondamentale: le inchieste giornalistiche non sono opinioni lanciate nel vuoto. Sono lavori che devono reggere alla verifica delle fonti, dei documenti e dei fatti.

Il giornalismo d’inchiesta ha esattamente questo compito: andare dove altri non vogliono guardare, verificare documenti e testimonianze, ricostruire fatti, interrogare il potere e restituire ai cittadini informazioni che altrimenti potrebbero non conoscere.

Il servizio pubblico non è pubblico perché evita il conflitto. È pubblico perché garantisce ai cittadini il diritto di sapere, anche quando sapere è scomodo.

Per questo ci rivolgiamo ai vertici della RAI.

Chiediamo di tutelare l’autonomia editoriale di Report, la sua redazione e tutti i giornalisti che vi lavorano.

Chiediamo che eventuali contestazioni vengano affrontate nelle sedi appropriate: con documenti, fatti, verifiche e diritto di replica, non attraverso campagne di delegittimazione o pressioni politiche.

Difendere Report non significa condividere ogni sua inchiesta.

Significa difendere il diritto di un programma del servizio pubblico di realizzarla.

Oggi possiamo essere d’accordo con Report. Domani possiamo essere in disaccordo. Ma se accettiamo che la redazione di Report possa essere intimidita, indebolita o delegittimata perché colpisce qualcuno che detiene potere, prima o poi quel confine riguarderà tutti.

La RAI ha una responsabilità che va oltre una singola trasmissione: garantire pluralismo, indipendenza dell’informazione e diritto dei cittadini a conoscere i fatti.

Per questo chiediamo ai vertici della RAI di non toccare Report, nonostante tutte le pressioni politiche e mediatiche che sta ricevendo.

Di non lasciare sola una redazione che da decenni fa giornalismo d’inchiesta.

Di difendere il valore del servizio pubblico proprio quando il servizio pubblico viene messo alla prova.

 

SIAMO CON REPORT E LA SUA LIBERTÀ DI CRITICA

Perché difendere Report non significa difendere una trasmissione.
Significa difendere il diritto di fare domande.
Significa difendere il diritto di conoscere i fatti.
Significa difendere la libertà di informazione.

E, in ultima istanza, significa difendere la Democrazia e la Costituzione italiana, proprio quest’anno che celebriamo i suoi 80 anni.

Le nostre 21 Madri Costituenti e i nostri Padri Costituenti hanno inserito l’ articolo 21 nella Costituzione italiana per tutelare la libertà di stampa e di espressione. Esso stabilisce che chiunque può esprimere liberamente le proprie idee con la parola, lo scritto e ogni mezzo, senza subire autorizzazioni o censure preventive.

Difendere e sostenere Report significa rispettare l’articolo 21 della Costituzione Italiana.

7 ARTS International Artistic Movement

Francesca Chialà, Artista, Sociologa

Umberto Galimberti, Filosofo, Psicanalista, Saggista

Dacia Maraini, Scrittrice

Stefano Reali, Regista di Cinema e TV

Neri Marcorè, Attore, Regista

Vanessa Gravina, Attrice

Claudio Castrogiovanni, Attore

Rosanna Cancellieri, Giornalista

Cinzia Pennesi, Direttrice D’Orchestra

Gianni Mazza, Direttore D’Orchestra

Leonardo Benazzi, Direttore D’Orchestra

Pino Ammendola, Attore, Regista

Stefano Genovese, Regista, Autore

Massimo Ghini, Attore

Massimo Wertmuller, Attore

Simona Sparaco, Scrittrice

Cinzia Tedesco, Cantante Jazz

Massimo Canevacci, Professore di Antropologia Culturale Università La Sapienza di Roma

Giorgio Buidillon, Scienziato, Professore di Oceonagrafia e Climatologia Università degli Studi di Napoli Parthenope

Robero Ciufoli, Attore

Marco Simeoli, Attore

Marisa Laurito, Attrice, Conduttrice TV

Giuseppe Giulietti, Coordinatore Associazione “Articolo 21”

Teresa Manes, Scrittrice, autrice del libro Il ragazzo dai pantaloni rosa e mamma di Andrea Spezzacatena, vittima di bullismo

Marco Bonini, Attore, Scrittore

Maria Letizia Gorga, Attrice, Cantante

Cristiana Buscarini, Prof.ssa di Economia Aziendale Università del Foro Italico di Roma

Cristina Fiamingo, Docente Università degli Studi di Milano

Loredana Piedimonte, Attrice

Diego Savastano, Attore

Ippolita Avalli, Scrittrice

Paolo Lorimer, Attore

Cesare Damiano, Già Ministro del Lavoro, Saggista

Alessandro Filindeu, Musicista

Massimo Spano, Sceneggiatore, Produttore Cinematografico

Gianfranco Jannuzzo, Attore

Marco Rinalduzzi, Musicista

Massimo Amato, Storico, Economista

Paola Comin, Press Agent e Manager Artisti

Gianni Giovannetti, Giornalista

Alessandra Mancuso, Giornalista

Cristiana Andreani, Medico

Ferencz Bartocci, Dirigente Sportivo

Massimiliano Campo, Segretario Generale Federazione Italiana di Cricket, già Atleta e Tecnico Sportivo di Taekwondo

Marco Quaranta, Musicista e portavoce Movimento MoveOn Italia

Luca Vicino, Vice Campione Mondiale under 23 di Canottaggio con il fratello gemello Marco e Atleta squadra dell’ Università di Harvard

Marco Vicino, Vice Campione Mondiale under 23 di Canottaggio con il fratello gemello Luca e Atleta squadra dell’ Università di Harvard

Roberto Zaccaria, Costituzionalista

Salvatore Borsellino, Presidente Movimento Agende Rosse

Claudio Pelagallo, giornalista direttore “inliberauscita”

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