“Vediamo i fatti per quello che sono, senza filtri”.
L’intervento della consigliera Regionale del Pd Eleonora Mattia
“Il nuovo Piano 2026-2030 per i servizi dell’infanzia propone un taglio drastico: dimezzare le risorse per i territori che hanno disperatamente bisogno di asili nido.
Parliamo di circa 193 milioni di euro sottratti proprio a quelle comunità — in particolare nel Mezzogiorno — dove la copertura si ferma a un misero 19%, contro una media nazionale già insufficiente.
Questa dinamica non mi è nuova.
Nella scorsa legislatura mi sono battuta in prima persona nel Consiglio Regionale del Lazio per far approvare la legge di riforma del sistema Zero-Sei anni: una legge d’avanguardia, la prima in Italia, pensata per garantire un diritto universale all’infanzia e sostenere davvero i genitori.
E cosa vediamo oggi? Sia a livello nazionale che in Regione Lazio, la destra al governo sta lavorando per smantellare quel lavoro e smontare pezzo per pezzo un modello che funzionava.
Come si giustifica questa scelta? Scaricando la colpa sulle amministrazioni locali. Invece di usare i poteri dello Stato per aiutare i Comuni in difficoltà e garantire un diritto fondamentale a ogni bambino, si sceglie la via del bastone: chi è indietro perde i fondi. È un sistema punitivo che trasforma un servizio essenziale per le persone in una gara a ostacoli.
Quando mancano i nidi pubblici o hanno costi proibitivi, il peso dell’assistenza non scompare: si scarica interamente sulle spalle dei genitori, e sproporzionatamente sulle donne, costrette spesso a rinunciare al lavoro o alla propria indipendenza economica.
Non possiamo parlare di supporto alle famiglie, di natalità e di futuro se poi nei fatti si taglia l’ABC del welfare. L’accesso all’istruzione per la prima infanzia è una questione di giustizia sociale, e non dovrebbe mai dipendere dal codice postale in cui nasci: l’educazione è una questione di cuore”.




