Gliel’avevano promesso e l’hanno fatto.
La Rai ha rimosso Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report, il più noto programma televisivo di giornalismo d’inchiesta in Italia, trasmesso da Rai 3. Una trasmissione scomoda per il potere politico. Ranucci ci lavorava come autore dal 2006 e lo conduceva dal 2017, dopo che per vent’anni lo aveva condotto la giornalista Milena Gabanelli. Il programma tornerà in tv dal prossimo 8 novembre, e la Rai ha fatto sapere che a condurlo saranno Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi giornalisti investigativi.
Ranucci ha commentato la decisione dicendo che al suo posto «sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico». Ha detto, molto enfaticamente, che al posto del programma condurrà «la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa». E ancora: «lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti».
«Giusto così. Ora si faccia chiarezza» è il lapidario commento social del
vicepremier, leader della Lega e ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti, Matteo Salvini.
In una nota, il gruppo degli inviati di Report ha protestato duramente contro la decisione, definita «completamente irricevibile», non tanto per la rimozione di Ranucci ma per la scelta dei sostituti: dicono che «le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report», e che la Rai non li ha coinvolti in alcun modo nella decisione. Arrivano poi a minacciare di andarsene in blocco dalla redazione del programma «nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi».




