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L’aspetto più positivo del bilancio di questo governo è non aver attuato o non essere riuscito ad attuare gli obiettivi

Venerdì il governo Meloni ha celebrato il suo primato di longevità. Indubbiamente la stabilità governativa può essere valutata positivamente, perché un governo che ha più tempo in teoria può attuare più scelte per migliorare le condizioni di vita dei propri cittadini. In questi giorni sono numerosi i commenti politici, focalizzati a valutare la portata dei provvedimenti,adottati in questi quattro anni meloniani. Ovviamente opposizione e maggioranza, citando dati e argomenti anche molto concreti, arrivano a giudizi diversi e opposti. La valutazione che mi sembra paradossalmente più azzeccata? L’aspetto più positivo del bilancio di questo governo è non aver attuato o non essere riuscito ad attuare gli obiettivi, lanciati e previsti nel suo programma elettorale.Fra tutti,le tre grandi riforme annunciate sempre con magniloquente esaltazione come storiche: l’autonomia differenziata delle regioni (bocciata dalla corte costituzionale); la separazione delle carriere dei giudici (bocciata dalla maggioranza dei cittadini con il referendum); l’elezione diretta del presidente del consiglio ( che non hanno più osato proporre e che stanno introducendo surrettiziamente con la loro nuova legge elettorale). Basterebbe solo questo per concludere che questo governo ha fallito clamorosamente. Sicuramente più lungo è l’elenco degli insuccessi sul piano economico, della sicurezza interna e anche purtroppo in politica estera, tanto osannata dai governativi, nell’adorante riconoscimento alla Meloni di un presunto ruolo da protagonista, in Europa e nel mondo. Invece purtroppo abbiamo assistito ad una comparticipazione passiva dell’Italia, in un Europa assente nelle iniziative diplomatiche di pace. Sicuramente non ci sarebbe nulla da festeggiare, al contrario assistiamo a questa auto celebrazione propagandistica, con l’esaltazione della “stabilità come la prima delle più grandi riforme”. Non lo so, ma a me sembra chiaro che la longevità di un governo, non può essere considerata fine a se stessa, ma sempre la sua fattività ed efficacia valutata in relazione ai risultati, ottenuti in favore dei governati. Cosa può significare invece questo trionfalismo, maldestramente abbinato ad un bilancio falsamente presentato come positivo,se non un aggrapparsi disperatamente ad un’operazione mistificatoria? Cercano di mascherare i loro numerosi fallimenti, ma non ci riescono. Ultima riflessione: i governi che aspirano alla longevità sono pericolosi. Il potere è piu sicuro se si alterna, questa la migliore garanzia del sistema democratico.

Maria Vittoria Frittelloni

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