Il fermo immagine di un video girato nei boschi del Monte Artemisio (Velletri) lungo i sentieri della zona SIC (sito interesse comunitario).
La denuncia arriva dal Comitato per la protezione dei Boschi dei Colli Albani
“Come sono ridotti i sentieri?
Quelli che erano meravigliosi percorsi per camminare immersi nella natura sono stati stravolti. Il passaggio di ruspe, camion e pesanti mezzi cingolati ha trasformato il bosco in un paesaggio soleggiato e polveroso: il terreno è solcato da solchi profondi, la vegetazione bassa è distrutta e, per di più, i cantieri interdicono il passaggio ai cittadini e agli escursionisti. Denuncia il Comitato”.
Come funziona il taglio del bosco ceduo
“Per chi non conosce questo meccanismo, ecco cosa succede: Un’azienda taglia quasi tutto e lascia pochissimi alberi: Con il “taglio ceduo”, le motoseghe delle ditte forestali autorizzate possono tagliare circa il 95% della massa di legna presente in una porzione di bosco. Per legge ne vengono lasciati in piedi pochissimi (circa 50 alberi per ettaro, detti matricine), scoprendo di fatto l’area dalla copertura forestale.
Soldi pubblici per svendere il bosco: I Comuni spendono soldi pubblici per pagare tecnici, perizie e certificazioni di qualità. Dopodiché mettono le aree di bosco all’asta per permettere alle ditte di tagliare e vendere la legna. Molte aste vanno persino deserte e i lotti vengono svenduti a prezzi scontati”. Ma i comuni hanno bisogno di questi soldi e quindi “tutto fa brodo.
“Regole scritte che non vengono fatte rispettare: In teoria ci sarebbero molte regole per assicurare di fare meno danni possibili. In pratica, poiché ci sono pochissimi guardiaparco per un territorio enorme (soli 18 su 8.000 ettari), i controlli scarseggiano e i macchinari pesanti rovinano il suolo aprendo piste forestali senza grandi ostacoli”.

I danni all’ambiente: “Senza più la protezione degli alberi e delle loro chiome, il terreno si impoverisce e si secca, aumenta il pericolo di frane e dissesti, la fauna perde il suo habitat e la capacità del bosco di ricaricare le falde di acqua si riduce”.
“Nel nostro parco il 95% dei boschi è venduto al taglio. Con la crisi climatica in atto, forse bisognerebbe iniziare a pensare al valore ecosistemico dei boschi vivi e non sfruttati come legnaie. Un bosco vivo e sano è un patrimonio di tutta la collettività, il taglio fa il profitto di pochi a discapito di tutti. Un vero parco dovrebbe tutelare la natura dagli interessi economici, non lasciare che sia svenduta.
Come Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani chiediamo lo stop immediato di questi tagli e un percorso per trasformare il territorio in un Parco Nazionale, con tutele vere”.
Leggi anche https://inliberauscita.it/attualita/198662/genzano-e-nemi-cosa-resta-dei-boschi-dei-castelli-romani/




