A proposito delle primarie su cui la formazione di centro sinistra si dovrebbe misurare,si sta sviluppando una ricca discussione sui motivi per cui sarebbe opportuno evitarle. Le preoccupazioni dei vari esponenti, che si pronunciano contro, riguardano il pericolo in questo momento di acuizione dei conflitti. Alcuni commentatori politici ipotizzano, facendo dietrologia, che personalità,specialmente nel PD, usino questi argomenti pretestuosamente,per nascondere in realtà la loro opposizione alla segretaria Elly Schlein. Da parte mia,credo siano fondate invece le preoccupazioni di molti,sulle conseguenze svantaggiose di ulteriore scontro,aggravato dalle primarie, tra le forze di una coalizione, che ancora non trovano un accordo sulle scelte di programma. Sarebbe allora opportuna una valutazione obiettiva e non strumentale sugli aspetti negativi e sul tempo a disposizione. Ma soprattutto sulla necessità di privilegiare,come impegno immediato, la costruzione di un programma comune per governare. Condizione imprescindibile per avviare la campagna elettorale,ormai prossima,ma soprattutto per vincere con la garanzia di un governo stabile. Proprio perché anche la recente storia ci dovrebbe insegnare che le divisioni,fisiologiche nella sinistra, sono state solitamente causa di fallimenti catastrofici di governi, pur sostenuti da un consenso maggioritario degli elettori. Il programma condiviso è la base su cui costruire una solida unità dell’alleanza. La segretaria Schlein meritoriamente si è sempre auto definita “testardamente unitaria” e ha lavorato per questo obiettivo. Non abbia timore adesso della sua opposizione interna, non se ne lasci condizionare. Per continuare in questo suo ruolo indispensabile,se vuole avere efficacia nella sua azione,dovrebbe riflettere sulle sue scelte. Per costruire una coalizione unita serve più che lei scelga la competizione tra leader o che continui la sua utile opera di mediazione? In questo momento quale scelta è utile per vincere e soprattutto per governare? È giovane perché questa fretta di arrivare subito all’apice del comando? Non abbia timore di essere indebolita nei riguardi dei suoi oppositori interni. Faccia con coraggio per prima un passo indietro e contribuisca alla scelta di un leader terzo. Oppure generosamente appoggi la candidatura Conte,così tanto motivato,per aiutarlo a superare quegli aspetti “non negoziabili” delle sue proposte e, attraverso un nobile compromesso, si arrivi a condividere lealmente, insieme alle altre forze politiche,che vi si possano riconoscere,un programma di governo comune.
Maria Vittoria Frittelloni




