“Apprendiamo come sezioni ANPI del Quadrante dei Castelli Romani che nel corso della Festa del pane e del Santo patrono di Genzano, è prevista nel programma delle celebrazioni, per domenica 20 settembre 2026, la cerimonia di “discesa della bandiera italiana” dall’ex Scuola Locatelli in piazza Tommaso Frasconi, organizzata dall’Associazione sportiva sociale paracadutisti Italia – Paracadutisti Colline Romane, con il patrocinio del Comune di Genzano di Roma.
Facciamo le nostre rimostranze all’Amministrazione comunale per questo evento, inopportuno per diversi motivi:
1) La presenza dell’associazione Paracadutisti Colline Romane, già assurta all’onore delle cronache per il monumento inaugurato alcuni anni fa all’ingresso del Comune di Nemi, che presenta scolpiti diversi simboli riconducibili a
formazioni militari nazifasciste, come il gladio e la scritta “Presenti”.
L’associazione peraltro promuove anche a mezzo dei propri social l’esaltazione di eventi controversi della Seconda guerra mondiale (come la battaglia di El Alamein, combattuta dall’Italia fascista a fianco della Germania nazista), utilizza termini di chiaro gergo neofascista come “camerati” per riferirsi a propri aderenti, e si è accompagnata in passato a forze politiche di dichiarato orientamento neofascista, come Forza Nuova.
2) La scelta del luogo: oggi si tratta dell’ex-Istituto Locatelli, ma in passato quell’edificio è stato la Casa del Fascio genzanese, che ospitava la sezione locale del Partito Nazionale Fascista, e dunque rappresentava il luogo di partenza per le spedizioni punitive le purghe degli antifascisti del territorio dei Castelli
romani durante il Ventennio. Non a caso oggi quella piazza è intitolata al primo Sindaco democraticamente eletto di Genzano, il socialista Tommaso Frasconi, leader delle leghe dei contadini e dei braccianti dei Castelli, pacifista e oppositore della Prima guerra mondiale, morto al confino in conseguenza di un
pestaggio fascista quando ormai era già anziano.
3) Il tono dell’evento: ci rimane incomprensibile perché, nel contesto di una festa di celebrazione religiosa e di un prodotto agroalimentare eccellenza del territorio, debba svolgersi una cerimonia di carattere paramilitare.
Ricordiamo a questa Amministrazione che l’articolo 11 della nostra Costituzione recita
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Concetto che non si sposa benissimo con la presenza di un’Associazione che invece esalta d’abitudine nazionalismo e militarismo.
Preveniamo qualsiasi accusa di antipatriottismo ricordando che i partigiani di cui difendiamo l’eredità, combatterono e morirono per un nobilissimo ideale di Patria, democratica, pluralista e pacifista, che non avesse più bisogno di ricorrere alla violenza né verso i propri cittadini né verso altre Nazioni. Alcune Associazioni che oggi si ritengono custodi esclusive del Tricolore, si richiamano a chi allora quello stesso Tricolore lo umiliava, opprimendo gli italiani con un ventennio di dittatura, e rendendosi complice dei crimini contro l’umanità dei nazisti.
Auspichiamo quindi che l’Amministrazione comunale genzanese ricordi il proprio
ruolo di garante della Costituzione di fronte ai cittadini di Genzano e d’ora in avanti non associ più il logo e il patrocinio del Comune ad eventi discutibili come questo”.
Le sezioni Anpi del Quadrante dei Castelli Romani
(Ringraziamo per la foto Lucia Panacca)





