Il percorso non è stato semplice ma da oggi L’ospedale di comunità di Acilia e la Casa della Comunità San Tommaso dell’Infernetto sono finalmente realtà.
Grazie ai fondi del PNRR ed al lavoro congiunto di ASL Roma 3, Comune di Roma e Municipio X, sono finalmente realtà le due nuove strutture sanitarie pubbliche del Municipio X. Parliamo dell’ex oratorio San Tommaso Apostolo all’Infernetto trasformato in “Casa di Comunità” e dell’ “Ospedale di Comunità” di Acilia realizzato nell’area dove sorgeva l’ex scuola Leonori. A questi interventi si aggiungono le ristrutturazioni della Casa della Salute sul lungomare Toscanelli e della struttura sanitaria di Casal Bernocchi. Un risultato importante, ma soprattutto non scontato, perché questi progetti non sono arrivati a completamento senza difficoltà. Nel percorso non sono mancati ostacoli che avrebbero potuto rallentare o mettere a rischio la realizzazione delle opere ma grazie all’enorme lavoro della Asl Rm3, soggetto attuatore, e delle realtà come il Municipio X che hanno continuato caparbiamente a seguire gli interventi mettendo a disposizione ogni strumento utile per la risoluzione delle difficoltà incontrate nel cammino, nei tempi imposti dall’utilizzo delle risorse straordinarie sono state consegnate ai cittadini queste importantissime strutture. L’ex oratorio San Tommaso, oggi “Casa di Comunità” sarà organizzato secondo il modello cosiddetto ‘Hub’ al fine di rendere concreta e tempestiva l’assistenza sanitaria di prossimità per la popolazione di riferimento. Oltre ai servizi ambulatoriali per le cure primarie e specialistiche, il Punto Unico di Accesso per orientare cittadini e famiglie, l’assistenza infermieristica e domiciliare, le prenotazioni collegate al CUP aziendale, l’integrazione con i Servizi Sociali, la diagnostica di base e un punto prelievi, saranno realizzati anche locali a supporto dell’Ares 118. L’Ospedale di Comunità di via Morelli, ad Acilia, oltre all’erogazione di servizi base per le assistenze primarie, è un presidio sanitario pensato per dare una risposta a quei pazienti che hanno ancora bisogno di cure post dimissioni ospedaliere. L’Ospedale di Comunità si colloca proprio a metà strada tra l’ospedale e la casa: può accogliere persone dimesse dai reparti ospedalieri che hanno bisogno di proseguire il percorso assistenziale, così come pazienti provenienti direttamente dal territorio. Un servizio che punta quindi a garantire continuità nelle cure, alleggerire la pressione sugli ospedali e accompagnare, quando le condizioni lo consentono, il paziente verso il ritorno al proprio domicilio. Come Municipio X, non ci fermeremo al taglio del nastro. L’accessibilità e le opere di completamento saranno fondamentali per permettere ai cittadini una migliore fruizione dei servizi erogati nelle strutture. Parliamo ad esempio dei rifacimenti stradali relativi alle principali vie di accesso, l’attenzione all’illuminazione pubblica e quant’altro. L’emergenza Covid ci ha dimostrato il valore assoluto della sanità pubblica, l’unica che può garantire il diritto alla salute a tutti e tutte noi, ci ha fatto comprendere che le scelte fatte nel tempo, orientate all’azzeramento dell’offerta socio-sanitaria di prossimità, sono state scelte sbagliate che hanno solamente nutrito la sanità privata. Oggi si cambia passo ma non basta. Serve un grande piano di assunzione di personale sanitario ed infermieristico, ad oggi insufficiente nei numeri, perché non possiamo rischiare che le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, strutture pubbliche finiscano negli appetiti dei “ras” della sanità privata.
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Marco Possanzini, Presidente Commissione Speciale “Europa” Municipio Roma X




