Decine di allargamenti hanno interessato alla cittadina del Litorale ieri mattina. Una potente bomba d’acqua, che in pochi minuti ha ridotto le strade in fiumi e laghi di fango. Creando non pochi disagi nell’ora di punta all’entrata delle scuole e all’apertura delle attività commerciali.

Alla curva di piazzale San Rocco, un metro d’acqua ha completamente bloccato la strada, tanto che via Matteotti è stata chiusa e transennata per diverse ore dal Comune in giù. Sembra che ogni volta che piove l’impianto con le pompe, situato nella parte più bassa della strada, vada in tilt. E saltando la corrente l’acqua non viene più pompata verso il mare, “nessuno dell’ufficio tecnico del Comune si preoccupa di controllare che l’impianto funzioni e che le condutture siano pulite prima che arrivino le piogge” commenta amareggiato un residente.
A Via Capo Teulada e via Aldo Moro, in pochi minuti, mezzo metro d’acqua ha impedito il transito delle auto e l’accesso alle scuole della zona. Sommersa anche la rotatoria davanti al cimitero americano. Sott’acqua anche l’incrocio davanti la Divina Provvidenza dove un fiume d’acqua arriva dalle strade del quartiere Santa Barbara.

Quando gli impianti non sono dimensionati per ricevere portate d’acqua elevate (fenomeno aggravato dalle “bombe d’acqua” recenti dovute al cambiamento climatico), la rete va in pressione e rigurgita anche dai tombini nei punti più bassi. Una situazione non nuova per Nettuno, che va avanti da decenni, anzi va aggravandosi di anno in anno, con la incessante edificazione di palazzi e aree commerciali senza che prima vengano realizzate le necessarie opere fognarie. Spesso le vecchie fognature uniscono le acque nere (scarichi domestici) e le acque bianche (piovane). In caso di forte pioggia, la portata supera la capacità dei tubi di deflusso delle acque.




