Una donna di 23 anni, Najmeh Amini, è stata condannata alla pena capitale per blasfemia a causa di un post sui social media. A lanciare l’allarme internazionale è stato The Guardian.
Amini, studentessa di contabilità, è detenuta nel carcere di Vakilabad, nella città nord-orientale di Mashhad. È stata condannata a oltre 12 anni di carcere e alla pena capitale in due procedimenti distinti, tenutisi rispettivamente davanti a un tribunale rivoluzionario e a un tribunale penale ordinario.
Il contenuto esatto dei suoi post non è stato reso pubblico, ma la giovane sarebbe stata condannata a morte con l’accusa di “sab ol-nabi” (insulto al profeta). La ragazza sarebbe stata arrestata in seguito a un’attività di monitoraggio online da parte della polizia informatica iraniana.
Con l’aggressione da parte di Stati Uniti e Israele nei confronti dell’Iran, la repressione interna del regime iraniano sulla popolazione civile si è fortemente aggravata. L’intervento esterno ha finito per indebolire l’opposizione al regime. Si registrano, infatti, arresti di massa e l’esecuzione capitale di oppositori e partecipanti alle rivolte.




