A ottobre tutta Italia è scesa in piazza. I motivi erano vari: il carovita, il no al riarmo, il diritto alla casa. Tutti riconducibili a un malcontento per cui le persone, stanche di politiche non attente ai diritti, hanno deciso di alzare la voce. Ma a queste voci le autorità hanno risposto con la repressione.
Le piazze sono state gestite in alcuni casi con un uso della forza sproporzionato. È stato approvato un nuovo decreto sicurezza in fretta e furia, con un inasprimento delle pene per le persone minorenni. Le forze di polizia hanno identificato, nella sola giornata del 24 ottobre, oltre 4200 persone anche in luoghi lontani dalle proteste, di fatto impedendo loro di partecipare alle manifestazioni. Di fronte a tutto questo non possiamo restare in silenzio. Abbiamo bisogno che il diritto alla partecipazione alle proteste pacifiche venga protetto e che ci sia una piena presa di responsabilità per chi, tra le forze di polizia, è responsabile di un uso eccessivo della forza. Continuiamo a chiedere i codici identificativi per gli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico.
Per proteggere i diritti di chi scende in piazza è nata la rete Hub for Defenders di cui siamo parte insieme ad altre associazioni. Come funziona? L’Hub fornisce supporto legale, psicologico e digitale gratuito. Inliberauscita, se ti trovassi in difficoltà durante una protesta, puoi contattare l’Hub.




