HomeAttualitàI poche parole, "Prima che mi sfugga" il libro di Anne Pauly

I poche parole, “Prima che mi sfugga” il libro di Anne Pauly

“Niente rulli di tamburi, niente squilli di tromba, né braccia aperte. Qualche sorriso sì ma senza troppo calore. Nessuno ad aspettarmi o baciarmi, nessun incavo della spalla per rannicchiarmici dentro, nessuno che mi dicesse:<<piano piano si sistema tutto, tesoro mio, vedrai.>>”

La perdita di un genitore porta con sé oltre al dolore, un rigetto di riflessioni inevitabili, sono la cartina geografica del nostro sentire perché da mamma e papà abbiamo appreso i primi insegnamenti emotivi.
Quando ci lasciano ci chiediamo se abbiamo fatto abbastanza, se gli abbiamo parlato abbastanza, se abbiamo recuperato abbastanza, se li abbiamo visti, ascoltati, amati, abbastanza.
Se li abbiamo conosciuti abbastanza.
In Prima che mi sfugga di Anne Pauly(L’Orma Editore)scorre l’abbastanza, condito con una punta di ironia, mescolato alla delicata perdita.
Anne perde suo padre e si ritrova a fare i conti con tutto quello che accade dopo un lutto.
Perdere qualcuno non significa per forza dimenticarlo, se poi si tratta di un genitore può significare ritrovarlo anche nei gesti più stupidi, anche nel modo di arricciare il naso.
Poi il dolore, una volta attraversato, lascia spazio alla tenerezza e arriva una gazza che ci vola accanto per ricordarci che ovunque saremo mamma e papà si manifesteranno sempre, lasciando un sorriso e la quieta leggerezza.

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Claudia Mancini
Claudia Mancini
Collaboratrice cultura, già titolare di Levante caffè letterario

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