HomeAttualitàNell’abisso dell’assenza — un viaggio giornalistico nell’essenza del nulla.

Nell’abisso dell’assenza — un viaggio giornalistico nell’essenza del nulla.

 

Nel linguaggio quotidiano il nulla è spesso svuotato di significato: sinonimo di vuoto, mancanza, silenzio. Ma dietro questa apparente semplicità si apre un orizzonte di questioni filosofiche, scientifiche e culturali che mettono in crisi la nostra capacità di definire ciò che “non è”. Che cos’è davvero il nulla? E perché, in tempi di ansia esistenziale e avanzamento scientifico, continua a ossessionare il pensiero umano?

Per i filosofi, il nulla non è una mera assenza. “Il nulla non è qualcosa di cui si possa parlare come se fosse un ente”, scrive Martin Heidegger: esso mette in luce l’essere stesso, la sua fragilità e il suo declino. Jean-Paul Sartre, nel suo saggio “L’essere e il nulla”, lo lega alla libertà: il nulla si insinua nella coscienza come capacità di negare e di scegliere, rendendo possibile il futuro e il senso di responsabilità morale. In queste letture, il nulla è protagonista, non mera assenza: è condizione e dinamica che plasma l’esistenza.

La scienza, pur muovendosi in termini più concreti, confonde ulteriormente il quadro. In fisica, il “vuoto” quantistico non è vuoto: fluttuazioni di particelle virtuali, energia di punto zero e fenomeni come l’effetto Casimir mostrano che anche l’apparentemente insignificante spazio privo di materia è popolato da attività. La cosmologia pone domande ancora più radicali: il nulla primordiale da cui sarebbe emerso il Big Bang — o il problema dell’eterna presenza di leggi fisiche indipendenti da un “prima” — rimane uno dei grandi misteri. Alcuni cosmologi ipotizzano che il nostro universo sia nato da fluttuazioni quantistiche di un campo di vuoto; altri contemplano un multiverso in cui il “nulla” assume sfumature diverse.

Anche le neuroscienze e la psicologia gettano luce sulle dimensioni soggettive del nulla. La percezione del vuoto interiore — noia assoluta, senso di irrealtà o depressione — ha effetti neurologici misurabili e significati esistenziali concreti. Psicologi contemporanei suggeriscono che il confronto con il nulla può essere sia fonte di angoscia sia spinta creativa: è nella tensione tra assenza e senso che l’individuo costruisce narrazioni, progetti e legami.

Arte e letteratura hanno trasformato il nulla in materia di creazione. Dal minimalismo alle installazioni concettuali, artisti e scrittori esplorano il silenzio, lo spazio negativo, il bianco della tela come territorio di significato. Il “vuoto” diventa così linguaggio: mezzo per sollecitare lo spettatore a colmare, a interrogarsi, a partecipare. Anche la spiritualità, nelle tradizioni mistico-ascetiche, rivaluta il nulla come condizione di liberazione, sospensione dell’ego e apertura verso l’inesprimibile.

Politica e società non restano immuni. Il “nulla” come perdita di senso collettivo si traduce in fragilità istituzionale, disaffezione civica e vulnerabilità alle narrazioni radicali. All’opposto, la capacità di tollerare l’incertezza e di costruire senso in condizioni di vuoto può essere risorsa per innovare pratiche sociali e culturali.

Che conclusioni trarre? Forse che il nulla non è un punto di arrivo ma una lente: mette a fuoco i limiti del linguaggio, le crepe nelle spiegazioni scientifiche, la profondità dell’esperienza soggettiva. È insieme minaccia e opportunità, assenza e generatore di senso. Alla fine, guardando nel vuoto non troviamo un’assenza definitiva, ma uno specchio che rimanda domande — sulle origini, sul significato, sul futuro — a cui non diamo ancora una risposta definitiva.

Il nulla, dunque, non è meno reale del pieno: è parte integrante della nostra storia intellettuale e materiale. E finché continueremo a porci domande — filosofiche, scientifiche, artistiche — sul suo conto, il nulla resterà una delle più feconde provocazioni del pensiero umano.

Eduardo Saturno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*Le notizie del quotidiano inliberauscita sono utilizzabili, a condizione di citare espressamente la fonte quotidiano inliberauscita  e l’indirizzo https://inliberauscita.it

____________________________________________________

Per la pubblicità su InliberaUscita tel. 3333240563

 

Redazione
Redazionehttp://www.inliberauscita.it
Periodico telematico di informazione fondato il 16 giugno 2011 Registrazione presso il tribunale ordinario di Velletri n°12/2011

Ultime Notizie