Riforme istituzionali: Meloni ha ribadito la volontà di portare avanti la riforma costituzionale per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio (premierato), e ha conferma come data probabile per il referendum sulla giustizia il 22 e 23 marzo.
Economia e lavoro: Ha parlato di un “patto sociale” con le parti sociali, ma solo con i sindacati che non scioperano, in particolare la CISL, per affrontare le sfide sul lavoro e combattere il problema dei salari bassi e della fuga dei giovani.
Sicurezza e giustizia: La Premier ha menzionato i grandi risultati ottenuti sul fronte della sicurezza, pur ammettendo che non sono ancora sufficienti (aumentati reati e senso di insicurezza nei cittadini) non potendo ammettere il fallimento del ministro Piantedosi, ha scaricato le colpe sulla magistratura e che si “cambierà passo” nel 2026.
Politica estera: Ha espresso gratitudine a Trump per il blitz in Venezuela e per la liberazione di alcuni detenuti, inclusi cittadini italiani, in Venezuela, auspicando nuove relazioni costruttive con Caracas. E si è detta contraria ad una invasione della Groenlandia da parte degli Stati uniti.
Le critiche principali mosse alla conferenza di Giorgia Meloni da parte delle opposizioni e di alcuni osservatori si concentrano su una mancanza di risposte concrete ai problemi quotidiani dei cittadini e su alcuni momenti di tensione con la stampa.
Mancanza di concretezza su sanità e caro vita: I leader dell’opposizione, come Giuseppe Conte del M5S ed Elly Schlein del PD, hanno criticato l’assenza di risposte chiare ed efficaci su temi cruciali il disastro della sanità pubblica, le lunghe liste d’attesa, l’aumento esponenziale del costo della vita e gli stipendi bassi e le pensioni sempre più povere.
Scontro con i giornalisti: Un punto di forte discussione è stato lo scontro verbale tra la premier e i giornalisti dei quotidiani Domani, del Fatto Quotidiano e Fan Page in merito dei giornalisti spiati illegalmente con lo spyware “Paragon” che era in uso ai servizi segreti. Questi momenti hanno generato polemiche sull’atteggiamento della presidente del Consiglio e sul rispetto del lavoro dei giornalisti e denotato grande indifferenza verso la stampa non allineata.
Propaganda e “bugie”: Le opposizioni hanno descritto la conferenza come un esercizio di “propaganda” contenente “falsità” e hanno accusato la premier di aver fornito una rappresentazione distorta della realtà del Paese.
Questione sicurezza: Nonostante il governo si definisca di “legge e ordine”, sono state sollevate critiche riguardo al crescente senso di insicurezza percepito in diverse città, con la richiesta di maggiori misure a tutela dei cittadini e della legalità.
Politica estera: Alcune posizioni espresse sono state dure con la Premier accusata di essere sottomessa a Trump, e a come sia arrivata l’apertura a un dialogo diretto tra l’Unione Europea e la Russia, hanno generato dibattito e critiche sulla linea di politica estera.
L’opposizione è stata unita nel denunciare l’elusione delle questioni sociali più urgenti e alcuni momenti di tensione che hanno dominato la discussione mediatica.





