mercoledì, 28 Gennaio , 2026
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È la somma che fa il totale?

“Nei mesi scorsi ad Anzio è nato un acceso dibattito politico a proposito delle prerogative in forza all’assessorato alla sicurezza. Effettuando una serie di ricerche sull’organizzazione della medesima struttura in un congruo (almeno per me) numero di Comuni di media entità, come potrebbe configurarsi quello neroniano, ho realizzato un contributo, senza che lo stesso possa avere la pretesa della completezza e dell’esaustività. Le realtà territoriali sono sin troppo variegate e diversi sono anche gli approcci operativi.

Ma andiamo avanti, cercando di definire anzitutto le prerogative che tale Organo dovrebbe avere nel suo DNA. In Italia l’Assessore alla Sicurezza (di norma comunale o metropolitano) è rappresentato da una figura politico-amministrativa (aggettivazione importante) che indirizza e coordina le politiche di sicurezza urbana, senza la prerogativa di potersi sovrapporre alle Forze di Polizia. Le competenze e la struttura dell’ufficio dipendono da Statuto e deleghe del sindaco, ma c’è un impianto abbastanza consolidato, tipo quello che di seguito proverò di seguito a descrivere, sperando che sia chiaro seppur nella sua semplicità.

1. Indirizzo politico e coordinamento

Definisce le linee strategiche della sicurezza urbana (prevenzione, decoro, vivibilità).

Coordina le politiche comunali che incidono sulla sicurezza (urbanistica, sociale, mobilità e commercio).

Tiene i rapporti istituzionali con Prefettura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza).

2. Polizia Locale

Indirizzo politico e controllo sugli obiettivi della Polizia Locale (che resta gerarchicamente autonoma).

Pianificazione: presidio del territorio, sicurezza stradale, contrasto al degrado urbano, controllo attività commerciali.

Promuove Formazione, dotazioni ed innovazione tecnologica.

3. Sicurezza urbana integrata

Attuazione del D.L. 14/2017.

Patti per la sicurezza con Prefettura ed altri Enti.

Progetti di prevenzione (illuminazione, riqualificazione spazi, mediazione sociale).

4.Videosorveglianza e tecnologie

Programmazione ed ampliamento dei sistemi di videosorveglianza.

Accesso a fondi regionali e ministeriali.

Coordinamento su privacy e GDPR (con il Responsabile della Protezione dei Dati -RPD).

5.Protezione Civile e gestione emergenze (se delegato)

Coordinamento comunale in caso di emergenza meteo.

Eventi critici.

Piani di evacuazione.

Collaborazione con la Protezione Civile locale e regionale.

6.Legalità e prevenzione sociale

Progetti su: educazione alla legalità.

Prevenzione giovanile.

Contrasto a violenza urbana.

Interazione con Scuole, Associazioni e Servizi Sociali.

Da questa disamina appare evidente che data la complessità di gestione delle varie segmentazioni, l’Assessore di competenza dovrebbe operare all’interno di una struttura minima, che potrebbe essere così delineata:

 

1.Segreteria politica (1 addetto).

2.Referente tecnico amministrativo (Funzionario).

3.Collegamento diretto con il Comando di Polizia Locale e l’Ufficio di Protezione Civile.

 

Ed una struttura intermedia di questo tipo:

Ufficio Sicurezza Urbana, articolato in:

1.   Coordinamento e pianificazione

Analisi dati (reati, segnalazioni e criticità).

Rapporti con Prefettura e Forze di Polizia.

2.      Polizia Locale

Supporto agli obbiettivi operativi.

Programmazione servizi e progetti speciali.

3.      Tecnologie e videosorveglianza

Gestione impianti.

Progetti finanziati.

Privacy e cybersecurity

4.       Prevenzione e legalità

Progetti sociali

Sicurezza partecipata

Mediazione territoriale

Competenze chiave della squadra: Diritto Amministrativo e sicurezza urbana, Analisi dati territoriali, Project management (fondi pubblici), Comunicazione Istituzionale, conoscenza normativa (TULPS, Codice della Strada, GDPR). Nella nostra città come siamo strutturati? E soprattutto, per mera curiosità, si potrebbe sapere se l’Assessorato in questione è in possesso di apposita delega in materia di Protezione Civile? “.

Eduardo Saturno

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