HomeAttualitàIl Patto per Nettuno critica il ruolo di Alicandri

Il Patto per Nettuno critica il ruolo di Alicandri

Leggendo il comunicato del Presidente del Consiglio comunale, viene spontaneo chiedersi: stiamo parlando con il garante super partes dell’assemblea o con il responsabile dell’ufficio eventi?

Perché, giova ricordarlo, il Presidente non dovrebbe essere il megafono dell’amministrazione né il promotore ufficiale delle sue iniziative. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di garantire equilibrio, rispetto delle regole e imparzialità nei lavori consiliari. Non trasformare ogni intervento in una sistematica difesa d’ufficio dell’esecutivo.

Appare allora a questo punto legittimo domandarsi se, il presidente Alicandri, più che un arbitro non sia un attaccante.

Ma veniamo al punto vero, quello che ancora una volta viene evitato.

Nessuno – tantomeno il Patto per Nettuno – ha mai messo in discussione l’utilità degli eventi. Al contrario: la cultura, la partecipazione e la vita cittadina sono un valore che condividiamo.
Non siamo contrari agli eventi, siamo contrari agli sprechi e alla gestione poco efficiente delle risorse pubbliche.

Il problema non è se fare gli eventi.
Il problema è come questi vengono organizzati.

Questa amministrazione continua a scegliere di non strutturarsi per una programmazione culturale ed una gestione interna degli eventi. Nessun vero ufficio interno, nessuna progettazione continuativa, nessuna visione di medio-lungo periodo.

Al suo posto, una pratica ormai consolidata: affidare sistematicamente tutto ad associazioni e Pro Loco attraverso una serie di affidamenti diretti e sotto soglia.

Un metodo che non crea competenze dentro il Comune.
Non garantisce continuità.
Non assicura trasparenza.
Non permette un vero controllo sulla qualità e sui costi. E soprattutto: scarica sulle associazioni un compito che dovrebbe essere dell’ente pubblico.

Le associazioni sono una risorsa fondamentale del territorio ma non possono diventare il surrogato permanente di un ufficio comunale che non opera.

A nostro avviso non è plausibile pensare di stanziare 90mila (novantamila) euro per il Natale affidandone la gestione attraverso una serie di affidamenti ed in totale assenza di una programmazione complessiva, di un progetto unitario, di una struttura interna in grandi di coordinare, valutare e rendicontare.

Ecco allora il nodo centrale: come sono stati spesi i 90mila euro stanziati per il Natale? Novantamila euro di soldi pubblici, di risorse economiche dei cittadini e, non di certo, di “passione gratuita”.

Una buona amministrazione dovrebbe organizza direttamente i propri eventi dotandosi di l personale formato, di procedure pubbliche, di bandi trasparenti, di obiettivi chiari.
Non di affidamenti diretti emergenziali e rivolti sempre ai medesimi interlocutori.

Il risultato lo abbiamo visto: iniziative scollegate tra loro, poche infrastrutture durature, investimenti che non lasciano traccia nel tempo e non hanno ricadute economiche sul commercio locale.
Un presepe, qualche luce, qualche appuntamento.

Eppure, questa amministrazione, anziché rispondere nel dettaglio, continua a parlare di convegni, di memoria storia e di buoni sentimenti. Tutto, però, fuori tema: nessuna valutazione pubblica, nessuna strategia organizzativa. Solo comunicati autocelebrativi!

Allora vale la pena riportare il discorso al suo perimetro: il Patto per Nettuno sostiene gli eventi, sostiene le associazioni, sostiene la partecipazione. Il problema non sono gli eventi, sono i finanziamenti sotto soglia assegnati alle Pro Loco e alle associazioni senza una vera programmazione pubblica, senza bandi trasparenti, senza criteri chiavi. Il problema è, semplicemente, il metodo.

Proprio per questo chiediamo un cambio di passo. Chiediamo che il Comune si assuma finalmente la responsabilità diretta dell’organizzazione culturale.
Che investa in uno staff stabile.
Che costruisca competenze interne.
Che programmi con anticipo.
Che renda conto in modo chiaro.

Chiediamo, inoltre, cosa rimane dei 90mila euro stanziati per il Natale oltre ad un presepe vivente e qualche luce attorno agli alberi? Tutto suggestivo, certo, ma decisamente insufficiente per una cifra di tale portata.

Perché la trasparenza, vale la pena ricordarlo, non si ottiene con i buoni sentimenti. Si ottiene con regole, strutture e responsabilità.

Una città davvero viva non è quella che si riempie di comunicati.
È quella in cui l’amministrazione governa, organizza e risponde nel merito senza nascondersi dietro affidamenti e scenografie.

Che si finisca, allora, con le continue strumentalizzazioni e deformazioni del dibattito che spostano il bersaglio trasformando una richiesta di chiarezza in un attacco alla cultura. La cultura è da sempre nostra alleata. Quello che non convince, invece, è la mancanza di puntualità e pertinenza nelle risposte. Perché una città davvvero viva non è quella che si riempie di comunicati autocelebrativi ma quella in cui, chi governa, risponde nel merito senza bisogno di scenografie.

Marina Aimati, Presidente
Federica Chiaro, Vicepresidente
Ilaria Rosari, Segretario

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