“Quanto sta accadendo agli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno è grave e non può più essere liquidato come un episodio isolato. L’annullamento di interventi chirurgici programmati nel reparto di ginecologia, comunicato alle pazienti all’ultimo momento, è il segnale evidente di una sanità lasciata senza una guida e senza una programmazione adeguata“ -Lo dichiara Emanuela Droghei, consigliera regionale del Partito Democratico, dopo l’articolo pubblicato da InliberaUscita- “La carenza di personale medico, la dipendenza da cooperative esterne e l’assenza di soluzioni alternative in caso di emergenza stanno scaricando sulle cittadine e sui cittadini il peso di scelte sbagliate. Donne che aspettano settimane per un intervento non possono essere trattate come numeri né lasciate nell’incertezza fino all’ultimo minuto. A questo si aggiunge una situazione ancora più preoccupante: la rianimazione, annunciata come prossima all’apertura da mesi, risulta nei fatti ancora chiusa. Un reparto fondamentale per la sicurezza dell’ospedale e del territorio, che continua a non essere operativo nonostante le promesse e le passerelle istituzionali. Siamo di fronte a un modello fatto di annunci e inaugurazioni sulla carta, mentre i servizi reali non partono e i problemi strutturali restano irrisolti. È una distanza inaccettabile tra comunicazione e realtà. La Regione Lazio ha il dovere di spiegare cosa stia accadendo, quali siano i tempi certi per l’attivazione della rianimazione e come intendano garantire la continuità delle attività chirurgiche senza scaricare i disservizi sui pazienti. La sanità pubblica non si governa con gli slogan: servono personale stabile, strutture funzionanti e rispetto per chi ha diritto a cure tempestive e sicure. Su questo continueremo a incalzare la Giunta, dentro e fuori le istituzioni”




