HomeAttualitàColleferro in piazza contro la strage sul lavoro: basta morti, basta silenzi

Colleferro in piazza contro la strage sul lavoro: basta morti, basta silenzi

A Colleferro, ieri mattina, la piazza ha parlato chiaro. Insieme alla Camera del Lavoro della Cgil di Roma Sud Pomezia Castelli, ai familiari delle vittime del lavoro, alle cittadine e ai cittadini, alle amministrazioni del territorio, è risuonato un messaggio netto: mai più morti sul lavoro.

Nei Giardini Don Nicola Fontana si è svolta una manifestazione che non è stata solo un momento di memoria, ma un atto di accusa contro un sistema che continua a sacrificare vite in nome del profitto, della precarietà e dell’assenza di controlli. Un’iniziativa promossa dai Comuni di Artena e Colleferro, alla quale hanno aderito la Cgil di Roma e Lazio e la Fillea Cgil, segnando un passaggio importante: le istituzioni locali hanno scelto di schierarsi apertamente al fianco di lavoratrici e lavoratori.

Non si muore per fatalità. Si muore per mancanza di sicurezza, per turni massacranti, per appalti al ribasso, per ispezioni insufficienti, per una cultura del lavoro che considera la salute un costo e non un diritto. I numeri parlano da soli e inchiodano alle proprie responsabilità chi governa e chi continua a rimandare interventi strutturali.

Nel Lazio, secondo i dati Inail, nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro sono state 44.385, con un aumento del 7,2% rispetto all’anno precedente. Ancora più pesante il bilancio delle vittime: 89 morti in un solo anno. Una vera e propria strage che non si ferma nemmeno nel 2026, già segnato da tre lavoratori uccisi mentre cercavano solo di guadagnarsi da vivere.

L’area metropolitana di Roma concentra il numero più alto di infortuni: 35.314 denunce, +8,3%. Ma nessuna provincia è risparmiata: Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti. Una mappa del dolore che attraversa tutta la regione e colpisce soprattutto i settori più esposti: costruzioni, trasporti, sanità, commercio, vigilanza, ristorazione, accoglienza

A rendere il quadro ancora più intollerabile è l’aumento impressionante degli infortuni tra le fasce di età più anziane: +19% tra i 65 e i 69 anni, +29% tra i 70 e i 74, fino a un drammatico +88% tra gli over 75. Segno evidente di un mercato del lavoro che costringe a lavorare sempre più a lungo, spesso senza tutele adeguate.

La piazza di Colleferro non accetta più parole vuote e promesse rinviate. Chiede azioni immediate: più prevenzione, più formazione, più controlli, più ispettori, più responsabilità lungo tutta la catena degli appalti. Chiede che la sicurezza torni a essere una priorità reale, non uno slogan dopo l’ennesima tragedia.

“La mobilitazione non si ferma qui – hanno promesso gli orgnizzatori – Continuiamo a mobilitarci, insieme, perché il lavoro non sia più causa di morte e sofferenza. Perché nessuna famiglia debba più piangere un figlio, una madre, un padre usciti di casa per lavorare e mai tornati. Perché la dignità del lavoro passa, prima di tutto, dal diritto a tornare vivi a casa”.

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