di Stefano Fassina
Iran: i governi europei avrebbero dovuto subito condannare l’ennesima, pericolosissima, violazione del diritto internazionale compiuta da Washington e Tel Aviv senza alcuna ragione di “minaccia imminente”. Avrebbero dovuto chiedere a USA e Israele di fermare le bombe. Avrebbero dovuto attivarsi per una riunione urgente alle Nazioni Unite. Invece, si confermano vassalli. Si rivolgono soltanto al regime iraniano per chiedere di fermarsi nella reazione. Nessuna condanna degli incendiari. Vergognose le dichiarazione della Von der Leyen: “È importante che non vi sia ulteriore escalation determinata dagli ingiustificati attacchi dell’Iran ai partner nella regione”.
La nostra Presidente del Consiglio si pronunci. È ancora convinta che sia stata una scelta utile entrare nel club privato di The Donald spudoratamente denominato “Board of Peace”? Non avverte l’umiliazione e il danno determinato al nostro interesse nazionale?
Siamo a rischio di esplosione del quadro mediorientale, già segnato dal genocidio ancora in corso dei palestinesi. Le conseguenze economiche per lavoratori e piccole imprese, anche da questa parte del Mediterraneo, saranno devastanti. Siamo a rischio di terza guerra mondiale.
La guerra non può essere il mezzo ordinario di risoluzione delle controversie internazionali. Il regime iraniano è odioso e sanguinario. Ma dovrebbe essere chiaro, dopo i disastri bipartisan neocon (dall’Iraq alla Libia) che la democrazia non si esporta con le bombe. Invece, il Presidente Maga continua nella distruttiva scia dei suoi predecessori. Anche lui, punta al “regime change” per il bene del popolo iraniano, ovviamente.
La giustificazione dei bombardamenti condotti su Teheran da Israele e dagli Stati Uniti è imbarazzante. Il grande capo della Casa Bianca, all’unisono con il governo criminale guidato dal premier Netanyahu, afferma (fonte New York Times) che “l’Iran ha riavviato il suo programma nucleare e avrebbe materiale nucleare sufficiente a costruire una bomba nel giro di giorni”. È lo stesso Presidente che, qualche mese fa, si vantava di aver annullato le capacità nucleari iraniane attraverso i micidiali ordigni spacca montagne lanciati sulle basi nucleari sotterranee degli ayatollah. Oramai, dai Palazzi la menzogna domina il discorso pubblico, senza nemmeno le finzioni di un tempo. È “1984”. È imperialismo. È il tentativo di resistere con la forza al tramonto della centralità dell’Occidente. È il disegno di imporre il dominio di Israele sulla martoriata regione davanti al ‘nostro’ mare. La voragine delle vittime civili si apre. Già colpita una scuola e oltre 80 ragazze uccise. Mobilitiamoci. Ciascuno e ciascuna di noi deve far sentire il suo No.
Un’altra Storia è possibile.
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https://www.nytimes.com/2026/02/26/us/politics/trump-iran-claims-nuclear-weapons.html“




