Da oggi 1° marzo la riforma della disabilità prevista dal decreto legislativo n. 62/2024* entra in vigore anche nella provincia di Roma. La principale novità riguarda l’avvio della procedura: non sarà più il cittadino, spesso tramite patronato, a presentare la domanda all’INPS, ma il medico di base o specialista a trasmettere direttamente all’Istituto il certificato medico introduttivo con la documentazione sanitaria. Solo dopo l’accertamento verrà inviato il verbale e, successivamente, dovranno comunque essere comunicati i dati socio-economici per ottenere materialmente le prestazioni.
Doveva essere la semplificazione attesa da anni; rischia invece di trasformarsi, almeno nella sua applicazione concreta, in un nuovo ostacolo per le persone più fragili.
Sulla carta è una semplificazione. Nella realtà è una procedura interamente digitale e complessa: basta un documento mancante o non conforme perché l’iter si blocchi prima ancora di iniziare.
Ma il problema più grave è un altro: *i costi*.
Nelle province dove la sperimentazione è già attiva, il certificato medico introduttivo arriva a costare tra i 150 e i 250 euro. A questa cifra si aggiungono visite specialistiche aggiornate, esami e documentazione sanitaria. Di fatto, per chiedere il riconoscimento di un diritto bisogna prima poterselo permettere.
Questo crea una discriminazione evidente: chi ha disponibilità economica potrà avviare la pratica, chi non ce l’ha rischia di rinunciare.
A ciò si aggiunge un altro effetto già visibile dove la sperimentazione è partita: un *aggravio di lavoro per i medici di medicina generale*. La compilazione del certificato richiede tempo e gestione informatica della documentazione, con studi rallentati, code più lunghe e meno tempo per le visite.
C’è poi un ulteriore punto critico: l’idea che la nuova procedura possa fare a meno dei patronati. In realtà non è così. Una volta ricevuto a casa il verbale di riconoscimento, per ottenere materialmente le prestazioni economiche dell’INPS sarà comunque necessario compilare e trasmettere i dati socio-economici.
Il rischio è evidente: molte persone penseranno che il percorso sia concluso con l’arrivo del verbale e non sapranno che manca ancora l’ultimo adempimento indispensabile per ricevere il pagamento. Se questo passaggio non viene effettuato, *la prestazione non parte* e i tempi si allungano.
Il punto è semplice: se per ottenere il riconoscimento della disabilità occorre affrontare spese elevate, una procedura tecnica complessa e ulteriori passaggi poco chiari che creeranno code negli studi medici, il *diritto rischia di non essere realmente accessibile*.
Roberto Alicandri




