Terreni pagati quasi il doppio del dovuto, ben 7,5 milioni di euro contro i 4 milioni di valore “reale”.
Il Comune di Roma sarebbe stato truffato nell’ambito dell’affare che ha portato, nel 2022, all’acquisto dei terreni di Santa Palomba – all’estrema periferia sud della città – dove dovrebbe sorgere il futuro inceneritore della Capitale. Il ‘termovalorizzatore’ (così l’hanno chiamato per addolcire la pillola) del futuro, l’impianto che dovrebbe rendere autosufficiente la città sotto il profilo dei rifiuti, non c’è ancora, eppure sta già nell’occhio del ciclone e nelle indagini della magistratura . Non solo l’inchiesta per danno erariale (14 indagati) che proietta ombre sui funzionari pubblici, ora c’è anche l’altra — penale — a impensierire gli addetti ai lavori. Daniele Pace, già presidente dell’Ama, in seguito rappresentante del Consiglio di amministrazione e ora dimissionario, è infatti indagato per truffa assieme al geometra che predispose la perizia sui terreni, Umberto Linari. Su entrambi grava, a detta dei magistrati Giuseppe De Falco e Rosalia Affinito, la responsabilità di un acquisto a prezzi maggiorati dei terreni di Santa Palomba.



