pubblichiamo un breve post dell’economista Stefano Fassina
Disuguaglianze: è il mercato, bellezza!
Anche quest’anno, al World Economic Forum a Davos, in Svizzera, l’aristocrazia finanziaria cosmopolita, la relativa corte di “policy makers” e i cosiddetti “leader” politici si concedono 5 minuti di compassionevole attenzione al popolo attraverso la presentazione del Rapporto Oxfam sulle disuguaglianze. Anche quest’anno, dati agghiaccianti e i conseguenti effetti cancerogeni sulla qualità della vita nelle nostre società e sulla democrazia. Anche quest’anno nessuna attenzione alle cause strutturali: la regolazione neoliberista dei movimenti di capitali, merci servizi e persone, tanto a livello globale, quanto nel feroce mercato unico europeo. Eppure, l’ascesa di chi invoca dazi e muri, ovunque al di qua e al di la dell’Atlantico, dovrebbe indurre a un po’ di coraggio morale e intellettuale per andare oltre l’appello per correzioni per via della tassazione, in particolare della ricchezza e della disuguaglianza trasmessa per via ereditaria. Invece, no: il terreno delle determinanti della distribuzione primaria dei redditi rimane inaccessibile, fuori della discussione e della possibilità di interventi di policy. Gli organizzatori del nobile Forum e le sedicenti leadership liberal-progressiste, protagoniste della “liberalizzazione” delle economie nazionali nella tramontata epoca unipolare della “fine dela Storia”, sarebbero in imbarazzo. Meglio ributtarla su qualche elemosina fiscale, per salvarsi la coscienza ed evitare più onerose misure di ordine pubblico.
Servirebbe un antagonista di classe e una corrispondete forza politica a rappresentarlo. Siamo fuori tempo massimo?
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