HomeAttualitàNazionaleDL Bollette, Associazioni consumatori: misure insufficienti, senza reali vantaggi per le famiglie

DL Bollette, Associazioni consumatori: misure insufficienti, senza reali vantaggi per le famiglie

Il Decreto Bollette tanto atteso è divenuto realtà. Purtroppo, con esso, lo sono divenute anche tutte le criticità che avevamo rilevato. La delusione più grande viene dalla “pubblicità ingannevole” con cui è stato presentato questo provvedimento: ai consumatori, infatti, giungeranno pochi benefici.

In particolare, troviamo insoddisfacente il bonus straordinario per gli utenti domestici, che rappresenta un notevole passo indietro rispetto al bonus straordinario del 2025, che riconosceva 200 euro di contributo sulla bolletta elettrica per gli utenti con Isee fino a 25.000 euro. Con il nuovo bonus, non solo il contributo si riduce a 115 euro, ma si abbassa la soglia Isee a 9.796, cioè si riduce drasticamente il numero dei beneficiari.

Viene introdotto, poi, un altro bonus, ma questa volta è facoltativo, a discrezione dei fornitori di energia elettrica, che avranno dei benefici pubblicitari se lo destineranno ai clienti con Isee fino a 25.000 euro che però consumino in un anno meno di 3 MWh di energia, cioè nuovamente poche famiglie beneficiarie.

Ai fornitori che aderiranno all’iniziativa, infatti, sarà rilasciata una attestazione che potranno utilizzare per fini commerciali, ma senza imporre loro altre particolare condizioni. Ci chiediamo, quindi, in che modo questo avverrà: non avrebbe senso conferire a un’azienda tale “riconoscimento” se poi quest’ultima, magari, non rispetta i diritti degli utenti sotto altri punti di vista, per esempio nell’applicazione di prezzi spropositati per la materia prima o per i corrispettivi di commercializzazione e vendita, o anche, come spesso accade, avvalendosi del telemarketing selvaggio per accaparrarsi nuova clientela.

Il decreto prevede, inoltre, un insieme di interventi teoricamente finalizzati a ridurre il divario di prezzo del gas tra quello indicizzato al TTF di Amsterdam e quello riferito al PSV attualmente adottato sul mercato italiano, che oggi risulta mediamente più caro di circa tre punti: si tratta di una misura dagli esiti ancora incerti che difficilmente potrà determinare un impatto significativo sulle spese sostenute dalle famiglie. Su di esse, infatti, continuerà a essere scaricato il peso degli oneri sostenuti per gli ETS dalle aziende produttrici di energia da fonte fossile che ora beneficeranno di uno sgravio, se la Commissione Europea lo consentirà. Ciò significa che il vantaggio in bolletta per gli utenti dovrebbe derivare dalla sperata riduzione del prezzo della materia prima, che resta aleatorio e volatile.

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