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Anzio, approvato il bilancio di previsione. Il sindaco Lo Fazio: “Tariffe invariate, niente tagli, investimenti e razionalizzazione delle spese”

L’assessore Buscemi: “Miglioreremo il sistema delle entrate”

Il consiglio comunale di Anzio ha approvato con 16 voti a favore (Pd, #Anzioun’altracittà, Lavinio con Anzio, 5Stelle, Apa) e 8 contrari (Fratelli d’Italia, Noi Moderati, Forza Italia, Lega e Lista Turano), il bilancio di previsione 2025. “Siamo operativi dal 18 dicembre con la giunta ed era impossibile farlo entro l’anno, cosa che per il preventivo 2026 sarà rispettata – ha detto il sindaco, Aurelio Lo Fazio – si tratta di un bilancio in contiguità con il lavoro elaborato dalla commissione straordinaria, ma anche con moltissime novità. Le tariffe dei servizi ai cittadini e delle imposte rimangono invariate e non ci sono tagli, l’indicazione che abbiamo dato è chiara e riguarda la massima attenzione nelle spese, cercando di risparmiare con interventi di razionalizzazione che sono possibili in diversi settori. Prevediamo, inoltre, di investire 7 milioni di euro in opere pubbliche nel 2025 e su eventi di richiamo culturale e turistico per i quali utilizzare anche fondi extracomunali. Ringrazio l’assessore Buscemi e gli uffici per il lavoro svolto in questo periodo”.

Il Comune di Anzio è tra i pochi ad aver approvato il documento nel limite massimo previsto dalle norme, nonostante il poco tempo a disposizione dopo il voto di novembre e dicembre.

Il bilancio ammonta a 70.497.757, 39 euro e ha ottenuto i previsti pareri del collegio dei revisori, positivi su tutti gli aspetti. È stato raggiunto, inoltre, l’equilibrio tra parte corrente e parte capitale. Rispettato anche il “patto di stabilità” che è stato reintrodotto nel 2025 dalla legge di bilancio che affida anche agli enti territoriali gli obiettivi di finanza pubblica e l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dal nuovo quadro della governance economica europea.

“Da questo momento in poi miglioreremo il sistema delle entrate – ha detto l’assessore al bilancio, Antonino Buscemi – dobbiamo intervenire sul fondo crediti di dubbia esigibilità. Per il 2025 ammonta a oltre 8 milioni, vale a dire il 40% del potenziale mancato incasso dei tributi. Il fondo viene sommato ai 36 milioni già accantonati al 31 dicembre scorso ed è chiaro che su questa leva è necessario intervenire. Oggi, ad esempio, per i ruoli della Tari inviamo le comunicazioni ordinarie ad aprile e gli accertamenti per i mancati incassi non si realizzano entro l’anno. Anticiperemo le comunicazioni a gennaio-febbraio almeno per gli acconti, in modo di avviare eventuali accertamenti coattivi nell’arco della gestione del bilancio”. Tra gli altri obiettivi anche “la riduzione del fondo per accertamento del contenzioso che consentirà di liberare risorse”.

Da segnalare, infine, che il Comune di Anzio paga i propri debiti commerciali mediamente in 26 giorni (il limite di legge è 30) e che la copertura dei cittadini per i servizi pubblici essenziali (mense, trasporto scolastico) raggiunge il 74% ovvero oltre il doppio della soglia fissata per legge.

ALCUNI “NUMERI”
– Si prevedono opere pubbliche nel triennio per complessivi 15 milioni e 200 mila euro circa che riguarderanno in particolare interventi di arredo urbano, pubblica illuminazione e manutenzione stradale per circa 7 milioni euro; 2 milioni e 700 mila euro per edilizia scolastica; 2 milioni e 900 mila euro per interventi sull’infrastrutture stradali/acque meteoriche; 2 milioni e 600 mila euro per altri interventi di edilizia.
– Saranno implementati e potenziati i servizi di videosorveglianza, anche ambientale, dell’intero territorio comunale con investimenti complessivi per ulteriori 300 mila euro circa.
Investimenti saranno previsti per le politiche giovanili e la tutela e valorizzazione del patrimonio naturale.
– L’incidenza degli interessi attivi sulle entrate correnti presenta un’incidenza inferiore all’1,5 % a fronte di un limite normativo fissato al 10%.
– L’incidenza della spesa rigida (spese di personale e interessi passivi sulle entrate correnti) è pari mediamente al 21% nel triennio.
– L’incidenza della spesa del personale si attesta in media al di sotto del 20% nel triennio, pur prevedendo il potenziamento della struttura dell’Ente attraverso nuove procedure concorsuali nonché il completamento delle procedure già avviate e non ancora concluse.

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