Dopo la duplice aggressione, del 57enne funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy vittima del feroce pestaggio e del rider 23enne di origini tunisine, aggredito in via Manin per rapinarlo mentre stava effettuando una consegna, la Polizia di Stato ha avviato una vasta operazione di controllo nel quadrante della stazione Termini. Impegnate volanti, Polfer e i commissariati di zona. Decine le persone identificate, con diversi stranieri risultati irregolari e destinatari di provvedimenti di espulsione.
Durante i controlli sono stati eseguiti anche tre arresti e due denunce: un uomo originario di Mauritius, latitante e ricercato per vari reati, è stato catturato; un 43enne peruviano è stato arrestato dopo aver danneggiato un’auto della polizia; e un terzo arresto ha riguardato un giovane sorpreso a spacciare droga nei pressi dello scalo ferroviario.
Preoccupazione dal Campidoglio. “L’aggressione avvenuta nei pressi della stazione Termini riporta con forza l’attenzione sulla situazione di uno dei principali snodi della città», ha sottolineato Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea capitolina, ricordando che Roma Capitale continuerà ad agire sul fronte del decoro e della prevenzione, ma che «l’ordine pubblico resta competenza dello Stato”.
Critico, Alessio D’Amato, consigliere regionale e segretario romano di Azione: “La notte da incubo alla stazione Terminicertifica il fallimento delle politiche del ministero dell’Interno. Se lo Stato non riesce a garantire la sicurezza alla stazione Termini, significa che ha fallito”.




