mercoledì, 11 Febbraio , 2026
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Ostia, demolite le cabine occupate del Village sequestrato ai Fasciani

Ruspe in azione e cabine sgomberate sul lungomare Paolo Toscanelli. Nella mattinata del 10 febbraio è scattato l’intervento per la rimozione delle strutture abusive e di quelle gravemente danneggiate dagli incendi che negli ultimi mesi hanno colpito l’ex stabilimento balneare “Village” di Ostia.

Sul posto sono intervenuti circa 60 agenti della Polizia locale di Roma Capitale, affiancati dalle forze dell’ordine, che hanno proceduto allo sgombero di una decina di persone che occupavano alcune cabine. Contestualmente sono iniziate le operazioni di demolizione, effettuate senza criticità. Presenti anche il personale Ama e gli operatori della Sala operativa sociale (Sos) del Comune di Roma, impegnati nella presa in carico delle persone allontanate.

L’intervento fa seguito al censimento effettuato nei giorni scorsi e rientra in un più ampio piano di messa in sicurezza dell’area. Oltre alla liberazione degli spazi, infatti, è prevista la rimozione delle strutture fatiscenti rimaste in piedi dopo i roghi, considerate a rischio sia sotto il profilo della sicurezza sia per possibili nuove occupazioni.

Il Village era stato inserito nell’ultima tranche di gare pubblicate nel 2025 dall’amministrazione capitolina per l’assegnazione delle concessioni delle spiagge libere attrezzate e degli stabilimenti balneari di Ostia. Tuttavia, il percorso di rilancio si è arrestato a causa di un incendio divampato poche ore dopo l’assegnazione della concessione, che ha impedito al vincitore dell’avviso pubblico di avviare l’attività.

Negli ultimi dodici mesi la struttura è stata interessata da due incendi: il primo nella notte tra il 19 e il 20 febbraio, il secondo il 20 giugno 2025. Le fiamme hanno distrutto gran parte delle cabine e delle strutture in legno; quelle rimaste integre sono state successivamente occupate e sono rimaste tali fino all’intervento di questi giorni.

Lo stabilimento, per anni riconducibile al clan Fasciani, è stato sequestrato nel 2018 e sottoposto ad amministrazione controllata. Tra il 2019 e il 2022 la gestione è stata affidata a una fondazione, prima del passaggio all’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. I ripetuti incendi hanno però compromesso i tentativi di riapertura e restituzione alla collettività.

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