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Nettuno. “Ridateci la Discesa al mare alla divina provvidenza”

L’associazione chiede un accordo con la proprietà o l’esproprio

Sabato 29 marzo scorso, un nutrito gruppo di cittadini ha manifestato a Nettuno davanti al complesso della Divina Provvidenza per richiamare l’attenzione delle Autorità e del pubblico sul tema del diritto di accedere al mare. La richiesta dei manifestanti, ad iniziativa dell’Associazione “NETTUNO, SALVIAMO I BENI STORICI E AMBIENTALI”, non è certo generica perché si richiama a un luogo preciso che dagli inizi del secolo scorso garantiva l’accesso al mare e cioè il passaggio ormai chiuso da un cancello oggi di esclusiva discrezione e disponibilità di un privato.

L’accesso al mare dalla Divina Provvidenza risale al 1902 quando le orfanelle ricoverate nello storico edificio potevano usufruire di un tunnel che le portava direttamente alla spiaggia. Successivamente fu disponibile l’accesso attraverso un passaggio e una scala sulla falesia che nei tempi più recenti rimase aperta dal 1996 al 2012 per ordinanza del Sindaco, previo accordo con la Santa Sede precedente proprietaria del sito, scala di pertinenza dell’edificio principale che era stato acquistato dal Comune nel 1975.

Sono anni che l’associazione “Nettuno, salviamo i beni storici e ambientali” si batte per la riapertura di quel passaggio e per l’accesso al mare dalla scala che scende sulla falesia, scontrandosi con un interminabile successione di resistenze e nonostante che il TAR in una sentenza del 2011 ne abbia riconosciuto la pubblica utilità. Di questi giorni è la nuova mobilitazione di “Nettuno, salviamo…” che si basa su una concreta consapevolezza e cioè che se si vuole dare una prima, possibile risposta ai cittadini, la via maestra è chiedere la riapertura di quella scala o attraverso un accordo con la attuale proprietà o arrivando all’esproprio.

Ciò in forza della storia della nostra Città che nel corso degli anni aveva garantito la pubblica fruizione di quell’accesso al mare, delle controverse circostanze in cui quella disponibilità è venuta a mancare, della stessa sentenza del Tar che ne riconosce la pubblica utilità.

Per questo l’iniziativa della nostra associazione si differenzia da quelle di altri comitati che, pur con le migliori intenzioni, si sono invischiati in interminabili controversie giuridiche che rischiano di infilare il Comune in contenziosi con i privati dall’esito estremamente incerto, e comunque molto lontano nel tempo, volte ad espropriare altre discese private lungo la via Gramsci, discese di cui è difficilissimo ricostruire la storia urbanistica e proprietaria, distanti comunque dalla centralità storica e urbanistica della Divina Provvidenza.

La nostra Associazione è quindi determinata nell’intento di perseguire la riapertura di quell’accesso o, in alternativa, di esplorare la possibilità che venga ripristinato il passaggio sotterraneo interno alla Divina Provvidenza (in cui peraltro si stanno realizzando ristrutturazioni con i fondi del PNRR) passaggio tuttora esistente anche se chiuso.

RIDATECI L’ACCESSO AL MARE DELLA DIVINA PROVVIDENZA!

NETTUNO SALVIAMO I BENI STORICI E AMBIENTALI

 

 

 

 

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