HomePoliticaNettuno, il consigliere Rabini risponde al direttivo del Patto per Nettuno

Nettuno, il consigliere Rabini risponde al direttivo del Patto per Nettuno

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

DEL MOVIMENTO PATTO PER NETTUNO

In relazione alle richieste di dimissioni da Consigliere comunale da Lei avanzate sui social a seguito del mio recesso dall’Associazione Patto per Nettuno, ritengo necessario fornire un chiarimento sul piano strettamente giuridico ed istituzionale.

Nel nostro ordinamento costituzionale, il mandato elettivo ha natura rappresentativa e non è configurabile come mandato imperativo o vincolato all’appartenenza a un partito o a un movimento politico.

Tale principio, pacificamente riconosciuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza, trova il suo fondamento nell’articolo 67 della Costituzione, che esprime un valore generale dell’ordinamento democratico: l’autonomia del rappresentante eletto.

In più occasioni il Consiglio di Stato e i Tribunali Amministrativi Regionali hanno chiarito che il Consigliere, una volta eletto, rappresenta la comunità nel suo complesso e non il soggetto politico che ne ha sostenuto la candidatura, con la conseguenza che l’eventuale uscita dal gruppo o dal movimento di elezione, non incide in alcun modo sulla legittimità del mandato.

La giurisprudenza amministrativa ha inoltre escluso ogni concezione “proprietaria” del seggio, affermando che esso deriva direttamente dalla volontà popolare e non può essere condizionato da vincoli politici sopravvenuti né da dinamiche interne ai gruppi consiliari.

Non esiste, né sul piano costituzionale né su quello normativo, alcun obbligo di dimissioni in caso di uscita dal gruppo politico di elezione. Ogni diversa interpretazione configura una lettura impropria e giuridicamente infondata del rapporto tra elettori ed eletti.

La mia decisione di proseguire il mandato come consigliere indipendente si colloca pienamente entro questo perimetro di legittimità costituzionale e istituzionale ed è coerente con il principio di libertà di valutazione degli atti amministrativi, che deve essere esercitata senza vincoli di appartenenza e senza condizionamenti esterni.

Il confronto politico è legittimo e doveroso; la messa in discussione della legittimità del mandato elettivo sulla base di appartenenze politiche sopravvenute non lo è.

Continuerò a svolgere il mio ruolo nel rispetto delle norme, dei principi costituzionali e dell’interesse generale della città di Nettuno, che resta l’unico riferimento della mia azione amministrativa.

Signora presidente spero di essere stato esaustivo nel rappresentare le ragioni per cui non intendo dimettermi dalla carica di Consigliere comunale. Sono certo che Lei riuscirà a comprendere la ratio della legge ma qualora non riuscisse in tale compito poichè mi sembra che in termini di democrazia e linearità con la nostra Costituzione Lei ha le idee non molto chiare, se lo faccia spiegare dal suo leader che si fregia essere cultore delle scienze giuridiche.

Dott.Gianfranco Rabini
Consigliere comunale

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