Ancora cattivi odori provenienti dall’impianto di compostaggio dell’Acea, i residenti costretti a restare tappati in casa. Ai confini tra i Comuni di Aprilia e Nettuno, nella zona di Torre del Giglio, opera dal luglio 2009 un grande impianto di compostaggio della Kyklos Srl- Gruppo Acea. Un impianto capace di trasformare la parte umida dei rifiuti, residui organici quali avanzi di frutta, verdura, ma anche foglie e legno derivati dalla manutenzione del verde pubblico e non ultimo i fanghi di depurazione, in compost. Il risultato del processo di decomposizione che avviene è un fertilizzante usato in agricoltura. L’impianto si trova però a stretto contatto con decine di abitazioni, e produce esalazioni che, ha detta dei residenti, provocano nausea e malesseri tanto da rendere invivibile quella che un tempo era considerata una bella zona agricola e residenziale. Lo scorso 14 ottobre si è tenuto presso lo stabilimento un incontro fra i vertici della società proprietaria dell’impianto ed una rappresentanza del Comitato Civico degli abitanti della zona, da molto tempo seriamente infastiditi dagli odori pestilenziali emanati dalla struttura e dall’invasione di insetti (mosche e vespe) che costantemente prostrano le comuni attività, sia commerciali che agricole, ma anche residenziali e familiari. L’ingresso all’impianto è stato però vietato, dalla società, ai giornalisti giunti sul luogo. Ai rappresentanti del Comitato civico sono state spiegate le varie fasi delle lavorazioni. La società ha sostenuto che “il ciclo produttivo non prevede alcuna azione particolare né durante le ore della prima e della tarda sera, né di primo mattino, orari nei quali i cittadini lamentano un incremento assai sensibile dell’olezzo, e ritiene che la concentrazione del disturbo si riferisca, in quelle ore, all’inversione della direzione del vento ed al variare delle condizioni di temperatura/umidità dell’aria”. Dal canto loro i cittadini hanno evidenziato che “I cattivi odori si rilevano durante tutte le ventiquattro ore, senza tregua. In certi giorni i miasmi raggiungono picchi notevoli in cui si è costretti a stare tappati in casa”. La maggior causa dei cattivi odori sembra sia dovuta allo stazionamento su piazzole all’aperto del fertilizzante, in attesa che questo venga lavorato e caricato sui camion per la distribuzione. Insomma non tutte le lavorazioni avvengono a ciclo chiuso, cioè in appositi capannoni nei quali i miasmi potrebbero restare intrappolati per poi essere filtrati e depurati delle particelle maleodoranti. Per l’ennesima volta i vertici dell’azienda si sono impegnati ad adottare accorgimenti atti ad evitare i fastidi. Il Comitato ha evidenziato che “la situazione creatasi inibisce di fatto la vita quotidiana delle persone che hanno scelto l’aria salubre della campagna, nonché l’attività di altre piccole e medie aziende che soffrono il calo della clientela”. Il prossimo incontro è fissato per il 18 novembre, sperando che il problema si risolva una volta per tutte.