Comunali, intervista a Tiziana Nisticò che disse no all’assessorato. “Io vivo di passione”

A distanza di sei mesi torniamo a parlare con Tiziana Nisticò – candidata alle comunali di Anzio a sostegno di Candido De Angelis – dopo che disse no al Sindaco Bruschini che la chiamò per affidarle l’assessorato ai servizi sociali al posto di Roberta Cafà.

A novembre dello scorso anno dicesti che non potevi assumere quell’impegno in quanto non c’erano i tempi tecnici né le risorse economiche per realizzare alcun programma che facesse riferimento alle tue proposte e a quelle del tuo partito. Un No controcorrente perché di fatto hai rinunciato ad una poltrona. Da allora ti si vede sempre più spesso e nel tuo caso è difficile non notarti non fosse altro che per il rosso dei tuoi capelli… Potremmo dire che sei diventata, dopo anni di militanza e presenza sul territorio, la Pasionaria del centrodestra?

Non ci avevo mai pensato ma adesso che mi ci fai riflettere posso dirti che tutto quello che faccio è mosso da passione. Se gli altri mi vedono come un punto di riferimento? Sicuramente le battaglie che da anni porto avanti mi vedono sempre in prima linea, quindi incasso con piacere questa definizione anche se so che è impegnativa ma questo non mi scoraggia anzi.

Cosa pensi del tuo candidato sindaco Candido De Angelis?  Lo conosci? Sai chi è, cosa ha fatto e cosa potrà ancora fare per la città?

Candido De Angelis lo conosco da poco tempo ma conosco la sua storia politica e per certi aspetti anche quella sociale ed umana.  La cosa che emerge dalla sua storia è che egli non vive di politica. È un imprenditore del settore ittico, mi dicono che spesso andava a lavoro anche di notte, ai mercati generali, anche quando era Senatore della Repubblica e questo gli fa onore.

So che è stato un campione della pallanuoto anziate, per molto tempo con ruolo di capitano. Ha una famiglia con tre figli giovani, è laureato in economia, da Senatore ha lavorato in varie commissioni tra cui quella del Bilancio. Se tiriamo le somme delle cose che ho elencato penso proprio che ci troviamo di fronte a una persona moralmente sana, professionalmente e politicamente competente. Francamente non ne vedo altre oggi su piazza del suo spessore che potrebbero rivestire il ruolo di Sindaco per Anzio. Inoltre credo che dovrà riprendere tanti progetti che aveva messo sul tavolo da sindaco e che se eletto,come mi auguro, dovrà rilanciare.  Penso tra gli altri al Porto, alla Città artigiana, al Palazzetto dellosport,  all’Edilizia scolastica per elencare soltanto alcunedelle prime cose che mi vengono in mente.

Sui vostri più temibili avversari, i pentastellati, che mi dici?

Non so dirti della candidata a Sindaco, la Signora Pollastrini in quanto non la conosco e come me molti altri, sicuramente sarà una persona competente. Però se vale quello che ho detto per la storia di Candido De Angelis, vorrei trovarmi di fronte almeno ad un curriculum all’altezza della situazione, invece niente. Vorrei dire qualcosa sul movimento. Mentre stiamo facendo questa intervista sono in corso le grandi manovre per la formazione del nuovo Governo. Già potrei dirti questo, che se l’inciucio lo fanno loro non vale e questo parla da solo. Se devo pensare a loro mi viene in mente un software piuttosto che un movimento, pensate a quelle farse infondate che fanno sul consenso in rete. Se andiamo sul territorio il risultato è un fallimento totale.Possiamo ben dire, la sindaco Raggi è il peggior sindaco di Roma dal dopoguerra.  A Pomezia il Sindaco insubordinato che è venuto meno alle regole del doppio mandato imposte dal suo movimento, e poi ancora il default finanziario del Sindaco di Ardea per finire con l’immobilismo di Nettuno e la sfiducia a Casto. Poi le lotte intestine ad Anzio che hanno sfibrato il movimento indebolendolo ulteriormente. Bè se questi sono i soggetti a cui dovremmo affidare il governo del nostro territorio, che traggano le conseguenze gli elettori.

E adesso quello che vorresti fare te se eletta

I miei capisaldi li conoscete: scuola, sport e ambiente. Della scuola mi piacerebbe parlare non soltanto di come governare le emergenze continue in cui i nostri edifici versano, ma iniziare anche a parlare di qualità. Penso a i temi dell’efficientamento energetico e ad una campagna di valutazione del giusto fabbisogno dell’edilizia scolastica in proporzione alle dinamiche sociali del territorio. Mi piacerebbe che cominciassimo a dire la nostra anche sulle scuole superiori e non lasciare tutto in mano all’Area Metropolitana. Penso all’istituto alberghiero e al nautico- Queste dovrebbero diventare l’eccellenza per Anzio in quanto sono l’espressione della vocazione turistica ricettivo del nostro territorio. Implementare i mestieri del mare anche attraverso la scuola. La scuola intesa come termine di confronto per qualsiasi attività umana, professionale e sociale per la nostra comunità.  L’Istituto alberghiero deveinteragire e orientare il settore enogastronomico che è uno dei nostri fiori all’occhiello. Creare rapporti di scambio tra l’istituto Artistico e il Nautico con le attività portuali e quelle artigianali. Rilanciare la Città artigiana per lo spirito con cui è nata, cioè attrarre le eccellenze del nostro artigianato,mentre oggi è diventata la sede di un centro di raccolta dei rifiuti.

Se penso al mondo dello sport, che comunque deve essere correlato con quello della scuola, ritengo che deve essere ottimizzato il patrimonio esistente, e governato il processo di diffusione a tutti i livelli sociali anche attraverso una campagna di educazione.

Quando parlo di ambiente penso soprattutto alle battaglie fatte in tema delle centrali biogas.

Per ultimo, ma forse visto la stagione estiva in arrivo fatemi dire qualcosa sull’emergenza chikungunya che lo scorso anno ha reso un pessimo servizio pubblicitario alla nostra città nell’anno in cui si erano registrate ‘presenze turisticheda record. Chiedo che venga data informazione preventiva alla cittadinanza delle eventuali profilassi in corso e delle azioni da intraprendere per scongiurare la recidività di tale evento che se si ripetesse avrebbe un impatto deleterio sulla nostra economia stagionale.