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Antimafia, Associazione Livatino: “Appello ai Prefetti per l’applicazione dell’Art. 89-bis. Pronti a chiedere la Commissione d’Accesso”

TERRACINA/NAPOLI – L’Associazione “Rosario Livatino”, presieduta da Nicola Morra, ha depositato una dettagliata istanza ai Prefetti di Latina e Napoli per sollecitare un intervento di prevenzione amministrativa d’urgenza, volto a preservare l’economia legale e l’integrità delle istituzioni locali.
L’istanza muove dall’analisi di recenti risultanze giudiziarie che delineano un rischio concreto di infiltrazione camorristica in settori chiave quali la ristorazione, l’edilizia e il commercio. L’Associazione ha chiesto formalmente l’applicazione dell’art. 89-bis del Codice Antimafia, strumento che consente al Prefetto di emettere interdittive anche verso attività soggette a SCIA, qualora emergano elementi sintomatici di contiguità con la criminalità organizzata.
Il passaggio più significativo della segnalazione riguarda la tenuta degli apparati amministrativi. L’Associazione ha precisato che, qualora gli accertamenti confermassero la permanenza e l’operatività di asset imprenditoriali riconducibili ai clan sul territorio, si renderà necessaria l’attivazione dei poteri ispettivi previsti dall’art. 143 del TUEL.
“Se le evidenze di inquinamento economico troveranno riscontro nelle verifiche prefettizie,” dichiara il direttivo, “chiederemo ufficialmente l’insediamento di una Commissione d’Accesso per verificare se vi siano stati condizionamenti, omissioni o inerzie da parte degli Enti Locali nella vigilanza e nel rilascio di titoli autorizzativi. La protezione della pubblica amministrazione deve essere assoluta e preventiva.” L’iniziativa si fonda sulla giurisprudenza del Consiglio di Stato, che riconosce alla prevenzione antimafia una natura cautelare basata sulla “probabilità cruciale” di inquinamento. L’obiettivo è sottrarre il mercato locale al controllo dei capitali illeciti, garantendo sicurezza ai cittadini e dignità alle imprese sane. È fondamentale intervenire prima che il condizionamento diventi strutturale,” dichiarano i rappresentanti dell’Associazione. “Chiediamo allo Stato di esercitare i propri poteri di vigilanza per garantire che le Istituzioni locali restino impermeabili agli interessi dei clan, a tutela dei cittadini e delle imprese oneste.”

L’Associazione continuerà a monitorare l’evoluzione delle vicende, fornendo supporto collaborativo agli organi competenti per prevenire ogni forma di prevaricazione mafiosa nella gestione della “cosa pubblica”.

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