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Tragico decesso di Abderrahim Fakir Simeu: “Delirio iperattivo è emergenza medica, non solo di ordine pubblico. Serve tavolo interministeriale”

Roma, 20 lug. – Simeu, Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, ha inviato oggi una lettera al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per proporre “formalmente l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale sulla gestione in sicurezza degli stati di agitazione psicomotoria acuta e del cosiddetto delirio iperattivo nel corso degli interventi della Forza Pubblica”.

L’iniziativa nasce a seguito del tragico decesso di Abderrahim Fakir, avvenuto il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna durante le fasi di un fermo di pubblica sicurezza.

Simeu chiarisce, “in via preliminare e senza equivoci, di non voler formulare accuse, attribuire responsabilità o anticipare le conclusioni degli accertamenti in corso, che spettano esclusivamente all’Autorità Giudiziaria, nel cui operato la Società ripone piena fiducia”. L’obiettivo è “un altro: portare all’attenzione delle istituzioni il tema clinico che questa vicenda, al di là di ogni valutazione sul caso specifico, riporta drammaticamente all’attenzione del Paese”.

Il delirio iperattivo con agitazione severa “è un’emergenza medica tempo-dipendente, prima ancora che un problema di ordine pubblico- dichiara Alessandro Riccardi, Presidente Simeu e Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Corona di Savona- È una condizione ben nota alla letteratura scientifica internazionale e alla pratica quotidiana della Medicina d’Emergenza-Urgenza, gravata da rischi conosciuti e documentati: collasso cardiocircolatorio improvviso, ipertermia, acidosi metabolica, rabdomiolisi. Rischi che possono essere aggravati dalla colluttazione prolungata e da alcune modalità di contenzione fisica, in particolare se protratte in posizione prona o con compressione del torace. La persona in delirio iperattivo è, in primo luogo, un paziente”.

Simeu sottolinea come “gli operatori della Forza Pubblica si trovino quotidianamente a operare in scenari di estrema criticità, tensione e incertezza, agendo per tutelare l’incolumità collettiva senza disporre di strumenti idonei a interpretare la natura squisitamente medica della violenza espressa da un soggetto”. Allo stesso tempo, i cittadini che talvolta intervengono a supporto delle operazioni “agiscono spinti da senso civico, ignorando i catastrofici rischi fisiopatologici che una contenzione fisica prolungata può comportare su un organismo già gravemente compromesso”. Le posizioni espresse da tempo dalla Società nei propri documenti e percorsi formativi “sono coerenti con le evidenze disponibili: il riconoscimento precoce dei segni della condizione è determinante; le tecniche di de-escalation devono precedere, ove possibile, il ricorso alla contenzione; l’immobilizzazione, quando inevitabile, deve avvenire in sicurezza, per il tempo minimo necessario e con modalità che non ostacolino la funzione respiratoria; la sedazione farmacologica precoce ad opera di personale medico-infermieristico, accompagnata dal monitoraggio dei parametri vitali e dal rapido trasferimento in ospedale, rappresenta lo strumento più efficace per interrompere la spirale fisiopatologica che può condurre alla morte”. Per Simeu “non si tratta di cercare colpevoli, ma di evitare che eventi analoghi possano ripetersi: a tutela dei cittadini, che in quelle condizioni sono pazienti a tutti gli effetti; degli operatori della Forza Pubblica, che affrontano situazioni cliniche complesse senza un quadro formativo e procedurale condiviso e rischiano di essere ingiustamente esposti per aver semplicemente svolto il proprio lavoro; dei cittadini presenti, che sempre più spesso intervengono durante le operazioni di fermo; e dei soccorritori, chiamati a operare in scenari complessi senza indicazioni univoche sul momento e sulle modalità del proprio intervento”.

Il tavolo tecnico dovrebbe riunire il Ministero della Salute, il Ministero dell’Interno, la Società Scientifica e gli stakeholder istituzionali e professionali interessati: rappresentanze delle Forze di Polizia e dell’Arma dei Carabinieri, sistema dell’emergenza territoriale 118, centrali uniche di risposta NUE 112, società scientifiche e ordini professionali coinvolti, organizzazioni di volontariato del soccorso. Al tavolo, Simeu affida “il mandato di definire: a) un percorso formativo congiunto per gli operatori delle Forze dell’Ordine e del soccorso sanitario, orientato al riconoscimento precoce del delirio iperattivo, alle tecniche di de-escalation e ai criteri di attivazione immediata e integrata del soccorso sanitario; b) un protocollo operativo condiviso per la gestione in sicurezza di questi pazienti, che contempli modalità di immobilizzazione in sicurezza, il ricorso precoce alla sedazione da parte di personale sanitario e il coordinamento operativo tra Forza Pubblica e sistema di emergenza, prima e durante le operazioni di fermo.

L’obiettivo, dichiarato e duplice, è prevenire morti evitabili e, al tempo stesso, non lasciare soli né esporre a colpevolizzazioni gli operatori che questi casi devono affrontare quotidianamente, mettendoli nelle condizioni di gestirli con strumenti, formazione e procedure riconosciute a livello istituzionale. Simeu si dichiara sin d’ora disponibile a mettere a disposizione le proprie competenze cliniche, scientifiche e formative e auspica di poter illustrare la proposta in un incontro con i Ministri o con i rispettivi Uffici”.

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