La Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, celebrata la scorsa settimana, ci ha offerto uno spunto prezioso per fermarci a riflettere su fenomeni che continuano a segnare profondamente la vita di molti, giovani e adulti. Ora, a distanza di qualche giorno, il valore di quella ricorrenza torna a farsi sentire, come un invito a non lasciar cadere le domande e le riflessioni che quella occasione ha sollevato.
Se si pensa al bullismo, l’attenzione va spesso agli episodi più eclatanti, ma è nelle pieghe meno visibili della quotidianità che il disagio può germogliare: a scuola, quando un errore viene sottolineato più del tentativo di comprendere chi lo ha commesso; nel lavoro, dove la pressione degli obiettivi rischia di far prevalere il giudizio rapido sul confronto e la crescita comune.
Anche nello sport, un esempio è il calcio, queste dinamiche compaiono spesso: se il risultato finale non è quello desiderato, non è necessario trovare per forza un colpevole. Al contrario, è importante saper spiegare, parlare, valorizzare e ripartire proprio da quella situazione per migliorare e costruire qualcosa di più solido. Ogni errore, infatti, può diventare un’opportunità di crescita se accolto con la giusta apertura e attenzione al percorso, più che all’immediato esito.
Queste dinamiche, però, non si limitano ai campi da gioco. Anche tra amici, in famiglia o nei team di lavoro, si rischia a volte di cadere nella tentazione di puntare il dito, piuttosto che accogliere le differenze e valorizzare i percorsi individuali. Forse, il cambiamento reale passa dalla capacità di trasformare l’errore in un punto di partenza per un dialogo sincero e una crescita collettiva.
La Giornata del 7 febbraio, lascia dietro di sé la sfida di mettere davvero al centro la persona, di imparare a guardare oltre il semplice risultato e a riconoscere il valore del cammino di ciascuno. “Sbagliando s’impara”, recita un proverbio: così, la gentilezza e il rispetto possono diventare strumenti preziosi per costruire ambienti, nello sport, nella scuola, nel lavoro e nella vita, dove si possa crescere senza paura di sbagliare.
Ripensare oggi a quella giornata ci offre lo spunto per non lasciare che la riflessione si esaurisca in una ricorrenza, ma continui a guidarci nelle scelte quotidiane, affinché il rispetto e l’ascolto possano essere, ogni giorno, il nostro miglior allenatore.




