HomeAttualitàGenzano e Nemi: Cosa resta dei boschi dei Castelli Romani

Genzano e Nemi: Cosa resta dei boschi dei Castelli Romani

Fontan Tempesta su alle Piagge sopra a Genzano e il Bosco Sacro di Nemi, un tempo dove ci si poteva ristorare con le acque chiare della sorgente e un luogo di culto, di silenzio e di rispetto per la natura, oggi appare irriconoscibile. Dove per secoli i popoli antichi vedevano un santuario vivente, oggi restano ceppaie, tronchi abbattuti a colpi di motoseghe e il segno di un taglio ceduo fatto con una sola logica: il profitto. L’ente Parco dei Castelli ha deciso di fare cassa vendendo la legna, con la scusa del bosco ceduo. Lasciando radi polloni, su centinaia di ettari di quello che era un vero e proprio bosco, un ecosistema necessario per la sopravvivenza di specie animali e vegetali

“Questo non è solo legno tagliato. È memoria cancellata, è paesaggio ferito, è un pezzo di storia e spiritualità del nostro territorio trattato come una semplice risorsa da sfruttare- si legge nel commento disperato del ‘Comitato boschi colli albani’-.Il bosco non era solo un bosco. Era un luogo sacro, legato al culto di Diana e alla relazione profonda tra uomo e natura. Vederlo ridotto così fa male.
Possibile che nel 2026 non siamo ancora capaci di distinguere tra gestione del territorio e distruzione? Possibile che il valore culturale, storico e spirituale di un luogo venga messo in secondo piano rispetto a qualche metro cubo di legna?
Chi conosce questi luoghi sa che non si tratta solo di alberi. Si tratta di identità e storia, si tratta di natura venduta al miglior offerente”.

Ad avvalorare questa tesi uno studio dell’università di Milano, effettuato con rilievi satellitari, rivela che in 9 anni sono stati tagliati il 20% dei boschi del parco in 36 anni avranno tagliato tutto.
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Claudio Pelagallo
Claudio Pelagallohttp://www.inliberauscita.it
Giornalista pubblicista, iscritto all'albo Nazionale dal 1991. Ordine Regionale del Lazio. Ha collaborato come corrispondente con diverse testate: Il Messaggero, Il Tempo, Il Corriere dello Sport, La Gazzetta di Parma. Direttore responsabile del quotidiano "Inliberauscita"

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