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Sanità ApA: “esiti negativi per l’incontro in Regione. Ora servono risposte concrete, altrimenti pronti a forti azioni sul territorio”

Riceviamo e pubblichiamo

“Alternativa per Anzio esprime forte preoccupazione per quanto emerso dall’incontro svoltosi il 19 maggio
2026 presso la Regione Lazio tra i Sindaci di Anzio e Nettuno, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini, il presidente
del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, la presidente della commissione sanità Alessia Savo e il
direttore generale della Asl Roma 6 Giovanni Profico.
Le parole dei Sindaci confermano ciò che cittadini, operatori sanitari e utenti denunciano da tempo: la situazione dell’Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno e dei servizi sanitari territoriali è oggi addirittura peggiorata rispetto a un anno fa.
A fronte di una crisi ormai strutturale, pesa in maniera significativa l’assenza all’incontro del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che detiene direttamente la delega alla sanità. Una mancanza che assume un valore politico preciso e che conferma la distanza della Regione rispetto alle difficoltà quotidiane vissute dai cittadini del litorale sud. Assente anche il direttore regionale alla salute Andrea Urbani, altro interlocutore atteso dai Sindaci e dal territorio.
Ancora una volta si registrano rassicurazioni generiche, scadenze incerte sui cantieri, carenza di personale e
nessuna risposta definitiva sui nodi centrali della sanità del territorio.
Il nostro territorio continua a essere considerato marginale, nonostante il bacino di utenza dell’ospedale
comprenda non solo Anzio e Nettuno, ma anche Ardea, Pomezia e, durante la stagione estiva, una popolazione che arriva a triplicarsi per la presenza turistica. Una pressione enorme che rende ancora più incomprensibile l’assenza di un piano straordinario per il potenziamento del pronto soccorso, dei reparti e dei servizi territoriali.
Particolarmente grave è la conferma della definitiva chiusura del punto nascita, certificata dalla programmazione della rete ospedaliera 2026-2028. Una scelta sbagliata e penalizzante per migliaia di
famiglie del territorio, rispetto alla quale non bastano annunci o promesse future. Occorre garantire immediatamente servizi adeguati per il percorso nascita, rafforzando consultori, ambulatori e il reparto di ginecologia.
Preoccupano inoltre le condizioni del Centro di Salute Mentale, ridotto a operare con appena due medici,
senza che dal 2025 siano stati adottati interventi concreti. Un dato allarmante, soprattutto in una fase storica in cui il disagio psicologico e psichiatrico richiede invece investimenti e attenzione.
Inaccettabile resta anche la situazione delle liste d’attesa: prestazioni fondamentali come colonscopie,
ecografie mammarie ed elettrocardiogrammi da sforzo continuano a non essere prenotabili tra Anzio e
Nettuno, costringendo i cittadini a spostarsi in altre province o addirittura a rinunciare alle cure.
Alternativa per Anzio ritiene che la Regione Lazio debba assumersi fino in fondo la responsabilità politica e
amministrativa di questa situazione. Servono atti concreti e immediati: incremento del personale sanitario,
rafforzamento del pronto soccorso in vista dell’estate, certezza sui lavori in corso, potenziamento dei servizi In assenza di risposte concrete e immediate, e alla luce dell’esito fortemente negativo dell’incontro del 19 maggio, riteniamo inevitabile aprire una nuova fase di mobilitazione e iniziative forti sul territorio, coinvolgendo cittadini, associazioni e realtà sociali affinché il diritto alla salute non continui a essere
ignorato.
Alternativa per Anzio è pronta e fortemente motivata a sostenere ogni iniziativa democratica, civile e
determinata necessaria a difendere il diritto alla salute della nostra comunità. Il territorio di Anzio e Nettuno merita rispetto, investimenti e servizi sanitari all’altezza dei bisogni reali dei cittadini e non può più accettare rinvii, silenzi e promesse disattese”.

Alternativa per Anzio

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