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Terracina, galleria della Cima, Morra e Capponi: “Garantire la sicurezza dei cittadini, verificare trasparenza dei flussi finanziari”

Riceviamo e pubblichiamo

LATINA, 22 MAZZO 2026 – Garantire la sicurezza dei cittadini, fare piena luce sulla reale tenuta strutturale dell’opera e verificare la trasparenza dei flussi finanziari. Sono questi gli obiettivi della formale istanza depositata questa mattina al Prefetto di Latina da Nicola Morra, già Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e Francesca Alessandra Capponi, Coordinatrice delle Reti Civiche del sud pontino. Al centro dell’intervento vi è il delicato e imponente cantiere di manutenzione straordinaria della Galleria della Cima, nota anche come Galleria di Monte Sant’Angelo, situata lungo la SS7 Via Appia Variante nel Comune di Terracina, un’infrastruttura vitale per la mobilità, l’incolumità pubblica e l’economia dell’intero quadrante del Lazio meridionale.
​La nota indirizzata a Palazzo del Governo solleva profondi interrogativi di natura tecnica, legati alla particolare conformazione del massiccio carsico che sovrasta la galleria. La montagna, funzionando come un enorme serbatoio idrico sotterraneo, sottopone la struttura alla costante e imponente pressione di ben tre sistemi di falde idriche. Dall’analisi della storicità dell’infrastruttura si rileva la presumibile assenza di passati interventi strutturali organici e profondi. I promotori spiegano come sia alquanto verosimile che nel corso dei decenni ci si sia limitati a manutenzioni parziali e meramente tamponanti. Questo approccio potrebbe aver permesso all’acqua di degradare in modo progressivo e silenzioso la matrice cementizia del vecchio rivestimento, accumulando un deficit strutturale che ha reso inevitabile il macro-intervento di ricostruzione integrale avviato da Anas. Oggi, di fronte a questa situazione, viene espressa forte preoccupazione in merito alla reale efficacia nel tempo delle soluzioni ingegneristiche adottate per contrastare la spinta di tali falde, ponendo come priorità assoluta e indiscutibile la sicurezza e la salvaguardia di chi viaggia.
​Accanto alle valutazioni sulla sicurezza stradale, l’iniziativa punta a fare assoluta chiarezza sulla gestione delle risorse pubbliche, dato che per l’esecuzione di queste complesse opere risulterebbero stanziati ingenti fondi per un importo complessivo di circa 75 milioni di euro. Morra e Capponi chiedono di verificare con precisione la reale allocazione di queste somme, per sapere quanto sia stato effettivamente erogato, se vi siano quote sospese o contestate e quale sia lo stato complessivo di tutte le transazioni finanziarie collegate al cantiere.
​Un altro passaggio chiave riguarda le vicende contrattuali e gestionali che hanno segnato la cronistoria dell’opera. Come sembrerebbe emergere da diverse ricostruzioni della stampa locale, sarebbero sorti vaghi problemi amministrativi in capo alla ditta precedentemente incaricata dell’esecuzione dei lavori, culminati poi nella sospensione delle attività. I firmatari chiedono quindi al Prefetto di acquisire gli esiti di tali accertamenti ispettivi, per verificare se vi siano stati provvedimenti di revoca o risoluzione contrattuale e in quale misura queste problematiche abbiano inciso sulla lievitazione dei costi e sui pesanti ritardi accumulati nella consegna dell’opera, con pesanti ricadute sul territorio.
​Nell’ottica di garantire la legalità, la sicurezza pubblica e il pieno diritto all’informazione della comunità, i promotori hanno sollecitato il Prefetto a richiedere ad Anas e agli organi competenti la trasmissione urgente di atti aggiornati. Tra i documenti richiesti figurano i report dettagliati sulle varianti idrauliche introdotte in corso d’opera per il contenimento delle venute d’acqua, la documentazione tecnica sulle prove di laboratorio relative ai materiali ad alta resistenza impiegati, il prospetto analitico dello Stato Avanzamento Lavori con i relativi certificati di pagamento, e infine le risultanze degli accertamenti amministrativi sulla precedente impresa affidataria. L’istanza si conclude con l’invito al Prefetto a farsi garante del territorio, valutando anche la tempestiva convocazione di un tavolo di confronto istituzionale per fare chiarezza definitiva sui tempi e sulle modalità di messa in sicurezza della galleria”.

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