La presa di posizione dell’Unione fegli Studenti
Le nuove Linee guida nazionali per i licei segnano un netto cambio di impostazione culturalee pedagogica che desta forte preoccupazione. Dietro la retorica del rafforzamentodell’identità culturale italiana ed europea si cela una visione della scuola che privilegia una narrazione parziale della conoscenza tutta, limitando gli strumenti critici necessari acomprendere il presente.L’insegnamento della storia e della storia dell’arte viene ricondotto quasi esclusivamente auna prospettiva nazionale ed eurocentrica, relegando ai margini il contributo delle moltepliciciviltà che hanno costruito il patrimonio culturale dell’umanità. Una scuola democratica dovrebbe invece valorizzare la pluralità delle culture, riconoscendo come il progresso umanosia il risultato dell’incontro, dello scambio e anche del conflitto tra popoli diversi. «Questa impostazione rischia di oscurare le profonde contraddizioni che hanno attraversatola storia dell’Occidente. Colonialismo, schiavismo, imperialismo e sfruttamento non possonoessere trattati come aspetti secondari o marginali rispetto a una narrazione celebrativa chepresenta l’Europa come unico centro propulsore della civiltà. Studiare la storia significaanche avere il coraggio di confrontarsi con le sue pagine più controverse, con leresponsabilità e le contraddizioni che l’hanno caratterizzata. La scuola non deve costruire unracconto selettivo della cultura, ma fornire all3 student3 gli strumenti per comprendere lacomplessità del passato e leggere criticamente il presente.» dichiara Federica Corcione,esecutivo nazionale dell’Unione degli Studenti. «Anche sul piano della letteratura emergeuna precisa scelta culturale. L’insistenza sullo studio approfondito e continuativo dei grandiclassici – da Omero a Dante, fino a Manzoni – rischia di trasformarsi in una prospettivaesclusivamente conservatrice, che guarda al passato come unico riferimento valoriale.»continua.Nessuno mette in discussione l’importanza dei classici, ma una scuola capace di parlare allenuove generazioni deve affiancare a questi anche autrici e autori contemporanei, provenientida contesti culturali differenti, in grado di offrire strumenti per leggere le sfide della società dioggi: le disuguaglianze, le trasformazioni del lavoro, le migrazioni, la crisi climatica, le nuovetecnologie e i diritti.«Una formazione che riduce il pluralismo culturale e limita il confronto con il presente rischiadi impoverire il pensiero critico dell3 student3. Riteniamo che questa impostazione riflettauna precisa scelta politica: promuovere un modello educativo orientato più alla trasmissionedi un’identità nazionale tradizionale che allo sviluppo di cittadin3 consapevoli, capaci diinterrogare criticamente la realtà e partecipare attivamente alla vita democratica. La scuolanon può essere il luogo della costruzione di un’unica narrazione della storia o della cultura.Deve essere, al contrario, lo spazio del confronto, del dubbio, della ricerca e del pensierocritico. Solo una scuola aperta al mondo e alle sue contraddizioni può formare cittadine ecittadini davvero liberi.» aggiunge Francesco Valentini, responsabile comunicazione. Per questo l’Unione degli Studenti chiede il ritiro delle Linee guida e l’apertura di unconfronto pubblico con student3, insegnant3, ricercator3 e comunità educante, affinché lascuola italiana continui a essere un luogo di pluralismo, inclusione e democrazia, non dichiusura culturale e conservazione ideologica.



