Il mare è di tutti, ma la libertà di goderne non equivale a caos e libertà di fare il proprio comodo.
È questo il principio fondante — e troppo spesso dimenticato — che regola le spiagge libere attrezzate: un modello nato per garantire la gratuità del patrimonio demaniale affiancando, attraverso convenzioni comunali, servizi essenziali come salvataggio, pulizia, accessibilità per le disabilità e punti informativi. Un equilibrio sottile che, nella quotidianità della stagione estiva, si trova costantemente sotto pressione.
Il modello della spiaggia libera attrezzata nasce con un obiettivo preciso e lodevole: garantire a tutti i cittadini la gratuità della spiaggia e del mare, affiancando però la presenza di servizi essenziali (salvamento, pulizia, accessibilità) affidati in convenzione a soggetti privati, con la possibilità di fornire – a richiesta- ombrelloni e lettini.
Nella pratica quotidiana, tuttavia, questo equilibrio è spesso difficile da mantenere e si trova al centro di un delicato confronto tra diritti collettivi e inciviltà.
Le criticità che interessano le spiagge libere attrezzate provengono dall’inciviltà di piccola parte dell’utenza. Il mancato rispetto del bene comune da parte dei bagnanti. Sulle spiagge libere si verificano frequentemente comportamenti che ledono il decoro e il riposo altrui: L’inciviltà dei rifiuti e delle attività moleste: Abbandono di sporcizia, plastica, bottiglie e cicche di sigaretta sulla sabbia, organizzazione di giochi dinamici (come il pallone) tra la folla, o l’uso di casse acustiche ad alto volume.
L’abitudine di lasciare ombrelloni e teli di notte per garantirsi la vista mare, trasformando un bene pubblico in uno spazio privato riservato arbitrariamente.
E l’intralcio ai soccorsi: Il posizionamento di ombrellini, lettini e teli entro i 5 metri dal bagnasciuga, nella fascia di rispetto che per legge deve rimanere totalmente sgombra per il transito delle persone, per la visuale dei bagnini e per i mezzi di emergenza.
Accesso ostacolato o disinformazione: Mancanza di cartellonistica chiara da parte degli enti preposti che renda palese la gratuità dell’accesso e le modalità di fruizione della spiaggia, inducendo i bagnanti a credere che, trattandosi di spiaggia libera, si è liberi di fare ciò che si vuole.
A fronte di queste criticità, emerge il ruolo fondamentale di quei gestori che interpretano la convenzione comunale non come una mera rendita commerciale, ma come una responsabilità sociale e di tutela del territorio. Intendiamoci i gestori hanno anche obblighi precisi, come quello di posizionare gli ombrelloni solo su richiesta, di permettere a tutti di posizionare i propri ombrelloni nel rispetto delle regole, di assicurare il salvamento.
Presidio di legalità e “vigilanza gentile”
I gestori virtuosi diventano veri e propri custodi della spiaggia. Attraverso una presenza costante e garbate persuasioni (senza mai sostituirsi alle autorità, ma educando l’utente). Sensibilizzano i bagnanti al rispetto della fascia di rispetto dal bagnasciuga. ” C’è chi arriva alle 13 in spiaggia col proprio ombrellone e pretende di mettersi davanti a tutti nella fascia di rispetto” racconta Giorgio Cardella, bagnino e assegnatario, insieme ad altri, di una convenzione riguardante la spiaggia libera che va dall’hotel Marocca fino allo stabilimento Scacciapensieri a Nettuno. “questa è una spiaggia frequentata da tante famiglie con i bambini e ogni giorno dobbiamo far rispettare alle persone-a volte con discussioni accese- le norme contenute nelle ordinanze della Capitaneria di Porto e del Sindaco”. Per non parlare di chi pretende di portare il cane in spiaggia, magari fargli fare il bagno in mezzo ai bambini. (A Nettuno, ma anche nella vicina Anzio, l’ordinanza balneare vieta l’accesso dei cani sulle spiagge libere e negli arenili dal 16 maggio al 20 settembre, tranne che per i cani guida, i cani da salvataggio e quelli delle forze di polizia). Per prevenire bivacchi e falò su questa spiaggia gli assegnatari hanno istallato, questa mattina, 14 agosto, decine di cartelli dell’Ordinanza di Ferragosto del Sindaco di Nettuno.
Pulizia quotidiana, decoro e sostenibilità
Mentre l’abbandono dei rifiuti rappresenta una delle piaghe principali delle spiagge pubbliche, i gestori devono garantire: Pulizia costante dell’arenile, effettuata con cura giornaliera per rimuovere plastica, alghe e rifiuti. Raccolta rifiuti efficiente, mettendo a disposizione mastelli svuotati con regolarità. Garantire la fruibilità e sicurezza per tutti. Infine, il gestore virtuoso garantisce in modo ineccepibile i cardini della convenzione: Totale parità di trattamento: Accoglienza e accesso ai servizi igienici e passerelle per disabili garantiti, servizio sempre per i disabili con le apposite carrozzine Job per entrare in acqua (come nel tratto di spiaggia che abbiamo visitato), sia a chi noleggia ombrellone e lettino, sia a chi utilizza la spiaggia in completa autonomia con la propria attrezzatura. Servizio di salvataggio attento e scrupoloso, condotto da personale qualificato e dotato di tutte le apparecchiature necessarie per le emergenze.
Ma di notte, quando queste non sono presidiate, sono oggetto di vandalismi, abbandono di rifiuti, falò, realizzazione di buche pericolose. Poi tocca il giorno seguente ai conduttori di queste spiagge, pulire di nuovo tutto il tratto di arenile interessato.
Se di giorno il concessionario virtuoso garantisce l’ordine, di notte la spiaggia torna a essere una “terra di nessuno”. Molti Comuni, infatti, tendono a considerare risolta la gestione dell’arenile con la semplice firma della convenzione, dimenticando che la titolarità del demanio e la funzione di polizia locale e vigilanza restano in capo all’amministrazione pubblica-demaniale.
In conclusione. La spiaggia libera attrezzata non è — e non deve diventare — né una terra di nessuno dominata dall’anarchia in balia del maleducato di turno, né uno stabilimento balneare mascherato. L’esperienza dei gestori, se coscenziosi, dimostra che la sinergia tra pubblico e privato può funzionare: la presenza di un servizio attento garantisce il decoro e la sicurezza, salvaguardando al contempo la natura autentica e democratica del mare libero.
Alcune immagini della spiaggia libera di Nettuno





